Dove comincia l'Appennino

Cosola e l'alta val Borbera tra passato e presente


panorama di Cosola e dell'alta valle del Cosorella, uno dei rami del Borbera; in primo piano Aie, al centro Montaldo, sulla destra Gił per la villa / PF Còsola è un paese dell'alta val Borbera, a 950 metri di altezza. Rari i documenti storici che riguardano il borgo. Tracce archeologiche della presenza o del passaggio romano sono presenti in una località sita a pochi chilometri dalla frazione Montaldo di Cosola. Sono da porsi in relazione con l'importante municipium romano di Libarna in valle Scrivia, come pure con gli eventi della seconda guerra punica, quando, nei pressi del Trebbia, Annibale inflisse una rovinosa sconfitta all'esercito romano aprendosi il varco verso l'Italia centrale (218 a.C.).

La fondazione della chiesa di Sant'Antonio, localmente chiamata "Chiesa vecchia", è documentata verso la metà del 14' secolo, mentre la parrocchia attuale, dedicata a santa Maria Assunta, risale al 1560. Monsignor Clelio Goggi, nella sua "Storia dei comuni e delle parrocchie della diocesi di Tortona" (Tortona: 2000) riporta che Liutprando, re dei Longobardi (712-744), donò all'abbazia di San Pietro in Ciel d'Oro, da lui stesso fondata, la media ed alta val Borbera. Secondo i frammentari documenti riportati dal prelato, Ottone I avrebbe confermato la valle all'abbazia di San Pietro di Pavia nell'anno 964, mentre nel 1157 gli stessi territori risulterebbero proprietà del vescovo di Tortona. Il predominio dei vescovi conti di Tortona sulla val Borbera subì un ridimensionamento con il conflitto con il Comune di Genova, conflitto del quale si giovò la potente famiglia dei Malaspina. Il controllo dell'alta val Borbera cadde di fatto sotto signorie locali, sullo sfondo delle lotte frequenti tra il comune di Genova e quello di Tortona.

l'ingresso a Rocchetta Ligure, possedimento degli Spinola in val Borbera, dalla strada proveniente dalla val Vobbia e dal Genovesato / CG La caduta di Federico II determinò l'affacciarsi nella storia della val Borbera delle famiglia dei Fieschi e successivamente, con la concessione del castello di Cremonte a Opizzino Spínola, di quella degli Spinola. Inizia l'epoca dei cosiddetti Feudi imperiali liguri, piccoli stati territoriali soppressi da Napoleone Bonaparte nel 1797. Alla caduta di Napoleone, dopo la breve parentesi della Repubblica di Genova, la valle entrerà a far parte del Regno di Sardegna e della Provincia di Novi. Le due frazioni che compongono il paese di Cosola rimasero fino alla fine dell'Ottocento divise tra il comune di Carrega (Montaldo) e quello di Cabella (Aie). "Solo alla fine del secolo scorso anche Montaldo passò sotto questo Comune, dopo molto disputare. Il motivo di questa disputa si è che ogni frazione aveva beni proprii comunali e non voleva confonderli con quelli dell'altra". (Goggi. 147).

Se la Grande Guerra costò a Cosola un pesante tributo di vite umane, anche gli eventi bellici legati alla Resistenza hanno interessato drammaticamente il paese, come testimonia la lapide che ricorda l'uccisione di due partigiani in fuga dalla casa dove, il 16 dicembre 1944, con altri 16 compagni, avevano trovato rifugio. Se la maggior parte del gruppo trovò scampo, due partigiani, Silvio Ferrari di Tortona e Giovanni Azzaretti di Varzi, rispettivamente di 18 e 21 anni, vennero uccisi; la casa, ancora oggi chiamata "Casa dei Partigiani", venne incendiata. Una sorte crudele toccò anche al sarto del paese, Giovanni Burrone, che aveva fornito aiuto ai partigiani e fu per questa ragione fucilato dai nazisti.

Cosola, in basso, alle pendici del monte Ebro, tra val Borbera e val Curone; verso destra il valico delle Capanne di Cosola / PF L'economia locale si fondava in passato (grosso modo fino alla fine degli anni Sessanta) sull'allevamento, per lo più bovino, su di un'agricoltura di sussistenza e la vendita di legname e carbone, attività integrate significativamente dall'emigrazione: quella stagionale (per la monda, la pilatura del riso, nelle campagne della Lomellina e del Vercellese, o il lavoro a servizio presso famiglie genovesi), e quella verso le Americhe, in special modo l'Argentina, paese che ha accolto molti emigrati cosolani che hanno conservato stretti legami affettivi e culturali con il borgo nativo. L'alta val Borbera, inoltre, fu interessata fin dall'antichità da importanti flussi commerciali, ed è ancora vivo nei più anziani il ricordo delle carovane di mulattieri che percorrevano le dorsali spartiacque o risalivano i greti dei torrenti portando merci dal mare all'entroterra e viceversa.

Le Voci libere di Cosola davanti a una casa di Montaldo / MS A partire dal secondo dopoguerra, il paese ha condiviso con le valli limitrofe un drammatico spopolamento e la crisi della tradizionale economia agro-pastorale. Dalla punta massima di 927 abitanti raggiunta nel 1874, si è arrivati alle poche decine di residenti stabili dei nostri giorni. Solo la presenza di tre alberghi (quattro contando quello ubicato sul valico di Capanne di Cosola), la favorevole posizione sulla carrozzabile che collega la valle Scrivia alle valli del Pavese e del Piacentino, e la presenza di un certo turismo stagionale hanno impedito che il paese seguisse la sorte di numerosi altri borghi delle vicine valli, ovvero il totale spopolamento nei mesi invernali, se non, in taluni casi, il completo abbandono. Le cause di questa situazione di crisi sono note, e condivise dalla gran parte delle aree montane d'Italia. I fattori storico-ambientali, economici, i mutamenti congiunturali su scala internazionale, non possono far dimenticare le gravi responsabilità politiche di chi ha sempre guardato a queste valli solo come ad un serbatoio di mano d'opera per il nuovo sviluppo industriale, ignorando le potenzialità di un territorio che cerca oggi, faticosamente, di riguadagnare una propria identità. Numerose sono le iniziative in questo senso, incentrate in gran parte sulla promozione e valorizzazione delle tradizioni musicali, la riscoperta dei cibi contadini, la promozione della pratica dell'escursionismo e del turismo culturale.

Paolo Ferrari Magà
dal libretto del disco
"Vieni oi bella" / "Voci libere di Cosola" -- Musa : 2004


Cosola e l'alta val Borbera tra passato e presente (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/cosola2.htm> 2004.12 - 2005.06 -