Dove comincia l'Appennino

Il parroco e i pomi di terra


L'antico borgo di Roccatagliata, nella valle della Fontanabuona, con i resti del suo castello e le case allineate su di uno sperone roccioso, è stato il primo paese ligure dove si sono ottenute matte (focacce), troffie e altre paste lavorando farina di grano con patate bollite. Grazie agli esperimenti agronomici  di don Michele Dondero, "l'agronomo di Roccatagliata", alla fine del Settecento la coltura della patata venne introdotta ed in seguito diffusa in tutto il Genovesato.

"Essendosi presentito che in Roccatagliata si potessero coltivare con buon successo, ed utile non indifferente di què terrazzani, le Patate, ossia Pomi di terra, si è giudicato d'indirizzarsi a quel Rev. Paroco Sig. D. Michele Dondero, per avere un preciso ragguaglio; il quale come da lettera dè 30 scad. contiene in sostanza quanto si soggiunge a più estesa notizia  dè nostri Coltivatori ed Agronomi.  Sei anni fa si fecero venire dalle montagne degli Svizzeri alcune libbre di Patate Rosse, e si seminarono.  Fu copioso il prodotto, che per altro non venne applaudito da quei contadini; mentre per mancanza certamente di bastevoli cognizioni non si vollero indurre dapprima a farne uso né cibi, tuttoché dall'esempio animati di persona illuminata ed autorevole.

Per quanto fosse messa in ridicolo la recente esperienza, e il buon esito della medesima, non si tralasciò di seminarne altre per la seconda volta, e anche in maggior copia, a segno di poterne pure, oltre l'uso fattosene tra la famiglia, ingrassare due maiali, che furono trovati pesare 2 cantara per ciascuno.  A questa seconda prova si mostrarono alquanto più umani verso il frutto che prospera molto con poco, tantochè divolgatasene  la voce per le ville circonvicine, s'invogliarono moltissimi di tale coltivazione; potendo se non altro essere vantaggiosa per il bestiame.

Anzi crebbe in loro l'impegno dall'avere osservato che quella porzione di terreno donde non potevano ricavare che uno stajo  di altre derrate ne uscivano cinquanta rubi di pomi di terra; i quali a calcolo fatto equivalevano a 25 rubi di granone.  Non è passato quindi alcun anno in cui non si siano giovati di questo prodotto, cibandosene essi stessi; poi in un terreno appena sufficiente a produrre 15 mine di granone, vi si sono raccolte tante patate da rimpiazzare 50 mine di civaia [legumi in genere].

Farà specie sapere che una così grande quantità di patate si è raccolta in tanta terra che ad annata ubertosa non avrebbe prodotto più di sei mine  di granone.  La regola tenuta da questo diligente Agronomo è di farle seminare come i fagioli ordinari, cioè a solchi, facendole rincalzare quando siano alte da terra mezzo palmo. Ha inoltre osservato che amano anziche nò l'aria aperta  e temono l'ombra degli alberi, e se trattasi specialmente delle rosse, provano meglio nelle montagne che altrove.

Presentemente in tutto il distretto di Roccatagliata si seminano generalmente da tutti, a proporzione del comodo che hanno i rispettivi proprietari o fittajoli. È degno pure di osservazione il sapere che il mentovato Agronomo ha voluto per fino provarsi a farne dè tagliarelli per uso dei suoi coltivatori.

Ha quindi preso delle patate crude in una data quantità, le ha grattate alla maniera delle zucche preparate per torte: successivamente rimescolandole con farina di qualunque specie le ha impastate per l'uso suddetto di tagliarelli.  Sono riusciti al principio alquanto mollicci; ma nel cuocere hanno preso la desiderabile consistenza.

Non vi è cosa, secondo questo accurato Sperimentatore, che sia piu` atta allo sostentamento  della gente di campagna, obbligata continuamente à lavori.  Anche ridotte in polenta, sono ottime: il chè si ottiene mettendole a bollire grattuggiate c.s., con poca farina, ed acqua in giusta dose.  Le focacce poi son perfette e di grato sapore" (Avvisi, anno 1792, p. 105-107)

Il Parroco agronomo godeva di una buona fama nella Repubblica  di Genova come dimostrano gli  articoli  apparsi sugli "Avvisi" nel corso di alcuni anni:

"I riscontri che si hanno in materia agraria sono sempre più felici e gradevoli.  Parlando forse per la centesima volta delle Patate, nella sola Parrocchia di Roccatagliata non se ne avranno in quest'anno niente meno di 20 mila rubi.  Poiché di cento quattordici famiglie, che ne formano la popolazione, pochissime sono quelle che ne abbiano seminato per meno di 150 rubi; moltissime per contrario per più di 200, ed altre anche per 300 e 400.  Quel Paroco poi, al cui zelo e infaticabilità è dovuta l'introduzione in quel paese di sì opportuno ed util prodotto, assicura  di averne piantato più di 600." (Avvisi n. 33, Genova, 14 Agosto 1795)

Da un altro articolo veniamo a sapere che don Michele Dondero non solo era interessato agli esperimenti in agronomia ma aveva anche  a cuore il benessere dei suoi parrocchiani:

"Signor Editore, Vi ringrazio delle patate bianche trasmessemi. Mentre si starà facendone la prova; non già quanto al gusto, ch'è stata subito fatta, e holle trovate delicatissime; ma quanto alla seminatura, intorno alla quale posso fin d'ora assicurare che esse sono di specie assai diversa dalle mie, e le giudicherei meno adatte ai climi freddi, e terreni montuosi. [...]

Contro l'aspettazione comune ho preso a coltivare qui in Roccatagliata, già sono otto anni, una gran parte di terra, inutile in addietro e selvatica; e lò resa seminativa e prativa, a segno che in oggi è capace di fornire il sostentamento ad una ben numerosa famiglia [...].

Fu da principio tenuto per irragionevole il mio tentativo; e si ridevano molti delle mie premure, meravigliandosi ch'io gettassi tempo e denaro. Ma si sono finalmente ricreduti in vista del mio buon successo, e mi hanno imitato, così che alcune famiglie obbligate prima a spatriare e cercare altrove la loro sussistenza, ora non più ne partono avendo trovata la maniera di che vivere dalle loro montagne. [...]

Frattanto questi popolani, occupati altre volte quasi unicamente nella tessitura dè velluti e dè nastri, ora per la rapida e appena credibile diminuzione di tali manifatture, della quale non istà a me rintracciar le cagioni, si è rivolto per modo all'agricoltura, che nello spazio di 30 anni circa le folte boscaglie sono ridotte in seminativi ubertosi, e ridenti vigneti; potendo io asserire con verità che la Valle Fontanabuona di presente vale il doppio di prima, e generalmente si vive assai meglio.

Sono per fine.  Il Paroco di Roccatagliata". (Avvisi, anno 1792, p. 210; 218)

I meriti del sacerdote sono riconosciuti il 14 luglio 1792 quando l'Adunanza generale della Società patria per l'incoraggiamento delle arti e dei mestieri iscrive a pieni voti il sac. Dondero e altri noti studiosi delle scienze e insegnanti dell'Università come "socj corrispondenti e di merito".

Ogni anno, ad agosto, il prezioso tubero è celebrato, valorizzato e gustato nella Sagra della patata che si tiene nel bosco tra Roccatagliata e Corsiglia, con una festa che richiama villeggianti da tutti i paesi della Fontanabuona.

Laura Massobrio

fonte: L'alta Fontanabuona: Lumarzo, Neirone, Tribogna / Francesco Sena
— Centro culturale Vallis Fontis Bonae : Calvari : 1981

 


Il parroco e i pomi di terra = (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/dondero.htm> : 2008.04 -