Dove comincia l'Appennino

Le Quattro Province al Grand bal de l'Europe


Ogni anno a metà luglio a Gennetines, piccolo villaggio nel cuore della Francia, si tiene un raduno di incontro, scambio e festa per la danza: il Grand bal de l'Europe. Si tratta di appuntamento ormai fisso e di grande riferimento per gruppi, non solo europei, portatori di tradizioni musicali legate alla danza. Numerosi festival analoghi si tengono ormai da anni anche in Italia, ma "Gennetines" resta unico soprattutto per la moltitudine di persone che lo frequentano abitualmente (alcune migliaia!) e per l'eterogeneitÓ delle nazionalitÓ, e conseguentemente delle proposte, che offre.

Ormai da parecchi anni, l'associazione Banda Brisca, che si occupa di diffondere la danze della cultura popolare tramite corsi di ballo, e alcuni tra i pi¨ conosciuti pifferai, fisarmonicisti e ballerini hanno portato in questo luogo anche la musica ed il ballo da piffero.

Il successo è stato da subito eclatante e con emozione e commozione abbiamo visto avvicinarsi incuriositi ed ammaliati dal richiamo del piffero centinaia e centinaia di persone di ogni nazionalità. Tutti sono affascinati soprattutto dalla polca e vogliono imparare questo particolarissimo e vibrante modo di ballarla.

Il consolidato copione del Grand bal, ormai giunto, nel 2008, alla sua diciannovesima edizione, prevede che durante il giorno vengano dimostrati i passi base delle danze che saranno proposte la sera durante i concerti a ballo, che accompagnano lo svolgersi della nottata fino all'alba ed oltre, in un no-stop estatico di musica, movimento, luna, rugiada e cieli tersi.

Anche più di 200 persone prendono generalmente parte agli atelier di danza. Qualcuno è solo curioso: guarda, inizia a ballare, poi, rapito da altri suoni, si distrae, cambia palchetto e con lo stesso entusiasmo inizia a cimentarsi in altre danze, forse un po' confuso dall'abbondanza e dalla promiscuità offerta da questo "paese dei balocchi". Qualcun'altro è, al contrario, molto attento e preciso, prende appunti, segna nomi di valli, paesi, balli, passi, chiede precisazioni, registra, filma. Probabilmente sta già pensando di riproporre le nostre danze al proprio gruppo in Austria, Irlanda o chissà dove! Alcuni sono molto attenti all'aspetto culturale e si avvicinano con sensibilità e rispetto delle tradizioni, scambiando con noi commenti sugli strumenti musicali o sulle somiglianze a volte sorprendenti che esistono tra balli di regioni geograficamente molto lontane; altri ancora, più semplicemente, si divertono a imparare danze sempre nuove ed a muoversi su diversi ritmi e strumenti.

In un contesto di questo tipo, di fronte a così tante persone con aspettative, abilità e idiomi diversi, è ovviamente molto difficile essere esaurienti nelle spiegazioni e dimostrazioni, e praticamente impossibile riproporre un'atmosfera tradizionale. Credo però di interpretare un pensiero comune nel dire che l'intento degli animatori degli atelier è semplicemente quello di dare un assaggio delle proprie tradizioni. Non possiamo far altro che dimostrare quello che siamo e lasciare uscire la nostra passione per la nostra musica ed i nostri balli, raccontare delle feste, fare del nostro meglio per trasmettere i passi base e la vibrazione che ci attraversa quando sentiamo il suono del piffero.

L'energia non tarda a propagarsi all'interno di questa variegata comunità riunitasi attorno al piffero sotto un tendone: ed ecco allora che, magicamente, il palchetto di legno inizia a vibrare sotto i piedi di centinaia di persone che ballano la polca e le gighe. Anche i balli serali, sempre molto frequentati, hanno ben poco delle tradizionali feste sull'aia, ma se è per noi sempre un'emozione calpestare quelle pietre consumate da generazioni di ballerini, ugualmente siamo toccati dalla vista di centinaia di persone riunite in tre o più grandi cerchi che ballano la monferrina e la piana, rispondendo all'unisono al richiamo del piffero.

È solo un inizio, un seme gettato: alcuni si fermeranno qui e si saranno divertiti per qualche ora insieme a noi, altri aspetteranno con impazienza il prossimo festival per riascoltare e riballare le nostre suonate, assieme a quelle di altri paesi. Ma per qualcuno sarà l'inizio di un interesse ed una passione più profonda, che lo porterà a venirci a trovare nelle nostre terre, a conoscere le feste ed a toccare con mano la vitalità della nostra tradizione. E così si sono strette, negli anni, diverse amicizie con italiani, francesi, spagnoli e altri, che rivediamo non solo ai festival, ma anche nelle occasioni tradizionali, nostre e loro, visitandoci vicendevolmente non appena ci è possibile. Grazie alla musica e alla danza, che ci terranno sempre uniti al di là delle parole e delle distanze.

Ilaria Demori


Le Quattro Province al Grand bal de l'Europe = (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori — <http://www.appennino4p.it/gennetines.htm> : 2008.10 -