Dove comincia l'Appennino

I ricordi di Mini

Mini alla CurmÓ di pinfri : Capanne di Cosola : 2002? / MS La val Curone nei secoli passati ha dato i natali ad alcuni dei più grandi suonatori di piffero e musa prima e fisarmonica poi; tra questi troviamo il Brigiotto di Bruggi, pifferaio, Carlon, anch'egli pifferaio di Gregassi, Creidöra, suonatore di musa di Caldirola compagno del Brigiotto, e Carlaia, anche egli musista di Predaglia e compagno di Carlon. Come sappiamo, intorno alla prima metà del Novecento la musa è stata soppiantata dalla fisarmonica, che anche qui ha trovato dei grandi interpreti con Siveron di Bruggi, Pinotto di Montecapraro e Mini di Montacuto.

Giuseppe Dusio "Pino" e Giacomo Davio "Mini" durante una 
festa dei coscritti a Montacuto / archivio Valla & Paveto Mini, il cui nome era Giacomo Davio, è scomparso nell'ottobre 2005 a 83 anni. Nasce nel 1922 a Montacuto, sulle falde del monte Giarolo, e sin da piccolo comincia a dilettarsi con questo strumento, dapprima come gioco, poi con il passare del tempo apprende l'arte dell'accompagnamento del piffero e del "tempo" (infatti Mini affermava di essere un vero "tempista") da suo zio Richetto Agosti di Gregassi, fisarmonicista attivo nella zona dell'alta val Curone, o come solista, o in coppia occasionalmente con qualche pifferaio, come Dreja di Forotondo il quale regalò a Mini la sua prima fisarmonica.

Mini suonò con molti pifferai, a partire da Jacmon, che accompagnò per la prima volta a Montebore, una frazione di Dernice: Jacmon era di ritorno dal mercato della vicina Garbagna per i suoi affari, essendo commerciante di bestiame, e al ritorno passò per Montebore, dove la gente del paese nel vederlo volle che suonasse; però mancava la fisarmonica, così quelli Montebore andarono a chiamare Mini, che sapevano stava cominciando a suonare: era un ragazzino, avrà avuto circa 15 anni, venne con molto entusiasmo, e così fece la sua prima suonata con Jacmon. Questa suonata fu una specie di lezione perché prima Mini non aveva mai suonato con un piffero.

Franco Brignoli "Barbetta" e Giacomo Davio "Mini" / archivio Brignoli Dopo questa lezione, Jacmon volle che andasse a suonare con lui per la festa dei coscritti a Pietragavina, sopra Varzi. Questa volta Mini partì con la sua bicicletta con la fisarmonica in spalla ed andò a Varzi, dove confluivano tutti i gruppi dei coscritti dei paesi vicini tutti con i loro suonatori; Mini si trovò così in mezzo a tanta gente che rimase un po' spaventato, ma Jacmon, quando se ne accorse, gli disse "no aver puia!" e così cominciarono a suonare sfilando dentro Varzi tra ali di folla che si accalcava per vedere i suonatori, poi raggiunsero Pietragavina dove fecero la loro festa.

A metà degli anni Cinquanta Mini fece come tante persone che abitavano nelle nostre montagne, che emigrarono verso la pianura in cerca di un lavoro: nel suo caso si trasferì a Sarezzano, un paese tra la val Grue e la valle Ossona, dove lavorava come mezzadro. Lavorava anche la vigna, infatti amava raccontare che la sua prima vera fisarmonica se la era  comprata vendendo la prima botte di vino: così andò a Stradella, dove girò le fabbriche dei vari costruttori e alla fine gli cadde l'occhio su una Dallapè, la prese, diede una caparra e in un inverno riuscì a pagarsela andando a suonare.

Prima di essere compagno di Ernesto, con il quale suonò parecchio ed è ricordato con molta stima in particolare a Cartasegna e Connio in val Borbera, Mini suonò con Giuseppe Dusio "Pino di Colombassi" il quale aveva uno stile affine a quello di Jacmon: suonarono insieme per un po' di tempo, fino alla morte di Pino.

Stefano Valla e Giacomo Davio "Mini" / archivio Paveto

Anche con Franco Brignoli "Barbetta", pifferaio di Varzi e nipote del Picco, Mini tenne molte feste, come a Trebbiano in val di Nizza, e perfino concerti alla Scala di Milano e al teatro di Firenze. Successivamente si mise a suonare con il giovane Stefano Valla, il quale stava cominciando a masticare ance, ed anche con lui girarono parecchi paesi in tutte le Quattro Province e anche fuori.

Fabio Paveto


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