Dove comincia l'Appennino

Le origini dei "Musetta"

Pier Carlo Cardinali, Bani : CurmÓ di pinfrii : Capanne di Cosola : 2002.11 / CG
"Mi chiamo Ettore Lòsini, detto Bani, perché mio papà è Bani, un diminutivo di Colombano. Noi siamo di Bobbio, e chi si chiama Colombano là si dice Bani o Crõban, che appunto vuole dire Colombano: Crõban, Ban, Bani. Sono nato a Degara di Bobbio il 28 di marzo 1951, e di musica mi occupavo fino da bambino e poi -- andavo nelle medie -- mi sono messo da parte i soldi di nascosto e mi sono preso una fisarmonica cromatica, la Piacentina, e la nascondevo nel bosco, perché io abitavo un po' fuori Bobbio, e i miei non volevano... Poi, verso i 18, ho messo su un complesso: c'erano i Beatles e quella roba lì, e io suonavo l'organo, sempre a orecchio. Però il piffero mi è sempre piaciuto. Al mio paese, quando ero piccolo, c'erano pifferai come il Giuanen, il Rosso, e fisarmonicisti come il Mino [Galli] o Tilion, che adesso è il mio socio: una cosa che mi è sempre piaciuta ma non ho mai trovato il giro giusto.

Fatto sta che sono venuto a Piacenza, mi sono sposato e ho trovato un giro di montanari qua dove abito, c'è molta gente della val Trebbia, di Metteglia, di Coli, di Pradovera. Insomma, c'era tutto un clan, eravamo tutti giovani e trafficavamo tutti intorno a questo piffero. A me mi hanno presentato perché suonavo la fisarmonica, così alla bell'e meglio, a orecchio; loro avevano un piffero tutto scasso, senza campana, che adesso ce l'hanno in mostra a Colorno: trafficavano ma non erano capaci di suonare, e io accompagnavo male. Questo piffero glielo aveva dato Giuanen, Giovanni Agnelli, che è il fratello di Luigi detto il Rosso, allora abitava a Voghera. Si tribolava con le ance, siamo andati anche a Ozzola [...], ma andavamo a fare dei versi da gatti. Avevo questa passione e allora, a un bel minüt, a gh'ho dit: "Dàmal aché a me", ho provato fare "Piemontesina", così ho detto: "Se gli acuti della fisarmonica vanno dall'alto al basso, questo qua va al rovescio, provo ad aprire un buco, aprirne due...", e allora ho visto che ce la faccio. Era un piffero che non andava mica tanto bene, però l'ho portato a casa e ho cominciato a suonarlo.

I Musetta: Pier Carlo Cardinali, Bani, Tilion

Poi ho trovato un mio amico che mi ha dato questo tornietto per pochi soldi, e ho cominciato a farne. I primi non andavano bene, ma poi pian piano ho preso delle misure, sono andato a Varzi da Franco Brignoli, le misure del Rosso e quelle robe lì. A fare la tornitura conica interna alla canna mi ha insegnato uno di Piancasale di Bobbio, Giuseppe Farina, un eccezionale tornitore di legno che faceva il mugnaio.

Bani e Tilion : CurmÓ di pinfri : Capanne di Cosola : novembre 2002 / CG Ho anche cominciato a suonare il piffero io. Allora, questi miei amici mi ascoltavano sempre più volentieri. C'era un altro che suonava un po' l'armonica e la cosa girava in quel modo: io suonavo il piffero e quello l'armonica. Poi ho trovato un socio che abitava vicino a Bobbio, adesso è morto di 45 anni: Guido Grilli, che era originario di Lago, vicino al Brallo, e abbiamo incominciato a suonare. Siamo andati fuori l'ultimo dell'anno di dieci anni fa, che a lui ci avevano detto: "Vieni a suonare e cercati il piffero" e lui: "Ci viene Bani". Ero già conosciuto più per altre cose, perché io sono un po' una testa matta... "Eh? Ma sa suonare?" "Sì, sì, ci penso io". Si sono fidati di lui. Io sapevo una decina di pezzi, li abbiamo provati e ce la siamo cavata abbastanza bene. Lì ho cominciato ad interessarmi sempre di più, e intanto ho continuato a costruire degli strumenti, fare, rifare, pensare, confrontare... Sono andato a vedere a Cicagna, sulle colline di Chiavari, dove costruivano pifferi, ma ora non c'è più niente, però ci sono gli attrezzi, li ha comprati il museo Guatelli di Parma. [...]

Un vecchio manifesto dei Musetta nell'osteria di Ozzola; la donna nella formazione è Maria Rosa Mulazzi, moglie di Bani e valente canterina / PF Comunque il suonatore per eccellenza in val Trebbia era il Giuanen detto "u Canen" (la canna, il piffero): era di Costiere di Coli e sono venuti ad abitare a Bobbio, a Serbi, dove adesso ci passa la galleria. Siccome veniva giù il Fiorentino Azzaretti, Fiurentin da Pregöra, lì ci avevano l'osteria, si fermava lì, perché era un punto di passaggio, si fermava a suonare e a dormire. Questo Giuanen era un ragazzo e ha preso la passione del piffero: sui 13-14 anni, dopo un mese che ce l'aveva in mano, è andato a suonare per gli sposi, non si sa come, una volta si accontentavano anche di poco. Il primo socio vive tuttora in America, poi si è associato con u Turigia di Ponte Organasco. Il piffero, Giuanen se l'è comprato a Ozzola, ma quel tempo, da giovane, credeva che si comprasse in bottega. A suo papà che andava a Bobbio al mercato, gli ha detto: "Portami a casa un piffero", e quando il papà è tornato aveva un sacco, lui gli è andato incontro, il sacco era anche un po' pesante; quando l'ha aperto c'era dentro un piccone, altro che il piffero! Fatto sta che dopo è andato a mondare il riso, a fare quei lavori lì, si è risparmiato i soldi e si è fatto fare un piffero da quello di Ozzola [...].

Anche a Ozzola facevano i pifferi e lì c'è una tradizione che secondo me è ancora più antica di quella di Cicagna. Facevano i pifferi di bosso, di martello, e avevano preso le misure e imparato, si erano incontrati in un tal posto che non so con quelli di Cantalupo Ligure, che come costruzione è il più antico che si conosca. E i pifferi di Ozzola erano anche molto adatti per la musa, che però è scomparsa per mancanza di suonatori. Io ho ripreso il modo di costruire i pifferi adottato a Cicagna. Lo avevano modificato leggermente per l'intonazione di adesso della fisarmonica, perché non si prendevano molto, il la era più basso di qualcosa.

il paese di Ozzola, nella bassa val d'Aveto, patria del costruttore Giovanni Stombellini detto u Sartù; sullo sfondo la media val Trebbia all'altezza di Marsaglia / CG

Il Giuanen la tradizione l'ha presa un po' dal Fiurenten di Pregola, il Fiorentino Azzaretti, e così sapeva anche gighe, monferrine, quelle robe che suonava quando andava nelle valli di Varzi, Casanova, Salogni -- Cegni no, perché c'erano gli altri. Il Giuanen ci aveva una mania. Era venuta di moda la polca, il valzer e quella roba lì, che il nostro è sempre un liscio popolare, non è mai un liscio alla Casadei. Però se veniva fuori una canzone adatta, lui aveva piacere a farla per far vedere che era bravo, ma sapeva anche le altre cose. Il Rosso invece fa solo liscio popolare, o qualche giga, e il Giuanen era più completo e raffinato come suonatore.

I Musetta al maggio di Cicogni : per l'occasione Tilion è sostituito da Claudio Rolandi : Cicogni : maggio 2004 / PF Il Rosso ha imparato da suo fratello. Il piffero lo aveva comprato da Pallini di Rovaiolo: è un Cicagna, ma si dice che abbia almeno cento anni o di più, quindi non è di Nicolò Bacigalupo detto u Grixu, un costruttore di Cicagna molto bravo, il migliore in assoluto, morto una ventina di anni fa. Si vede che c'erano stati degli altri costruttori prima, perché la vedova del Grixu dice che lui aveva imparato a conoscere il piffero nelle nostre zone, era uno che commerciava e viaggiava molto. [...] Il Grixu era uno che riparava i clarinetti da banda, e ha cominciato a farli anche di ebano, che non so se si è guadagnato o perso, perché come timbro è molto sfacciato, potente, il bosso è più dolce. Dal Grixu andavano spesso Jacmon, Giacomo Sala, e suo cugino Ernesto, i loro pifferi li aveva fatti lui.

Franco Brignoli detto Barbetta, di Varzi, è il nipote del Picco. Il Picco suonava un po' come noi, più spiccato, ribattere la lingua secca; invece Franco ha imitato Ernesto Sala di Cegni come sistema. [...] Ricorderò anche il Giolitti di Còlleri [...]. Quello era un suonatore eccezionale, suonava delle ance spesse in un modo incredibile, faceva "Le onde del Danubio", non so quante parti sono (perché modificando la bocca si riesce a fare certe tonalità , col piffero, no?) e sapeva anche "La sposina", la giga e così via."

brani tratti da:
Autobiografia di Ettore Losini (L'albero del canto / a cura di Italo Sordi -- Pavia : 1985)


La giga dei Musetta

Il testo di questo brano, tratto dal disco "Mond e pais e mond" dei "Musetta", riassume la storia del gruppo a partire dai ricordi di adolescenza di Bani, che l'ha composto insieme a Pier Carlo rispettando i canoni e gli stilemi tradizionali: i pifferai anziani di riferimento, l'incontro fra Bani e Tilion, le innumerevoli feste da ballo animate dal loro suono.

 

Son nasid sü là en mez ar mond,
sunava on legn coi büz neigr e birond...

Anavm adré Giuliti e Giuanen
da Vars a Bobi a l'ost en San Marten,

e nt'una bora pena ad ven bon
ö truvò un om che lü u tucava u son...

E gira e gira, e vula la scarpetta...
gni balà, ch'a sona i Müzetta!

Pasa i àn en gir en mez ai mont:
a s' sum truvè mond e paiz e mond.

Sono nato lassù in mezzo al mondo,
suonava un legno coi buchi neri e rotondi...

Andavamo dietro a "Giulitti" e "Giuanen"
da Varzi a Bobbio all'osteria di San Martino,

e in una cantina piena di buon vino
ho trovato un uomo che suonava la fisarmonica...

E gira e gira, e vola la scarpetta,
venite a ballare, che suonano i "Musetta"!

Passano gli anni in giro in mezzo ai monti,
ci siamo trovati mondo e paese e mondo.


Il compleanno di Tilion

Stefano Valla applaude gli amici Renata Tomasella e Tilion : Bobbio : 16 giugno 2004 / CG

Conosciuto e stimato da tutti i suonatori e i frequentatori delle feste di val Trebbia e dintorni, Tilion ha avuto l'onore di essere festeggiato con un disco a lui intitolato, presentato in occasione del suo 70esimo compleanno, il 16 giugno 2004, all'auditorium Santa Chiara di Bobbio.

Tilion è festeggiato 
con una bottiglia che riporta per etichetta la copertina del disco in suo onore : Bobbio :
16 giugno 2004 / CG In questa occasione molti suonatori si sono ritrovati e alternati sul palco accompagnati dal vecchio leone di Ozzola. Nel disco, oltre all'abituale compagno Bani, suona con Tilion numerosi brani anche Stefano Valla, e sono presenti altri ospiti come Maurizio Martinotti e Marco Domenichetti.

Festeggiamenti per i 70 anni di Tilion; sulla sinistra Bani : Bobbio : 16 giugno 2004 / CG


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