Dove comincia l'Appennino

Su cosa poggia la tradizione

Stefano Valla e Daniele Scurati suonano in un'aia durante la festa di Alpe di Gorreto : agosto 2003 / PF

 
Il salone del circolo di Alpe è ancora quasi vuoto: è ora di cena e la gente, dopo tutto il pomeriggio passato a seguire i suonatori da un'aia all'altra, ad assaggiare il vino o i buonissimi frisciö` o i salumi offerti con gioia dai padroni di casa, a mettere insieme un giro di monferrine, ad entrare in qualche stanza per improvvisare cerchi di cantori insieme a facce conosciute e sconosciute, è perlopiù rincasata, in attesa del ballo della sera. Solo ad un'estremità è stato apparecchiato un lungo tavolo, per quelli che cucinano o servono al bar, il capofesta, i suonatori e qualche altro forestiero.
 

si canta a tavola : Bogli : 2004 / CG

«La tradizione muore» mi dice Stefano Valla mentre aspettiamo i ravioli nei piatti di plastica, «se non ci sono i suonatori che la fanno esistere.»
 

È strano pensarlo vedendo Stefano, autorevole e robusto com'è, puntualmente presente e dall'aria indistruttibile al pari del suo compagno Daniele, capaci di suonare energicamente per ore a grande livello... In fondo ci appoggiamo tutti volentieri a questa energia, che riempie di suoni e di significato le giornate di insospettabili borghi arrampicati sull'Appennino. Quando ci siamo dentro, ci appare ovvio che tutto questo debba esistere, che possa vivere di forza sua. Ed è realtà, in effetti: è ben più vero di molta parte della vita giù nelle città, fatta di parole e soldi con cui eventi ed entità senza radici si costruiscono e smontano continuamente come tendoni da circo.
 

un trallalero con Angelo Asborno, Stefano Valla, Cesare Campanini, Marco Domenichetti e Daniele Scurati : 2004 / CG

Ma la tradizione non esiste da sé, come una benedizione che ci arrivi dall'alto: bisogna che qualcuno la custodisca e la faccia vivere giorno per giorno. Le commemorazioni dei suonatori storici, le ricerche etnografiche, i siti web, perfino i dischi, sarebbero vani se non poggiassero su un sostrato di realtà. Nessuno potrebbe ricevere finanziamenti per lo studio e la valorizzazione della musica tradizionale. I mezzi di comunicazione sono strumenti potenti, ma non avrebbero senso senza contenuti. Così ogni tanto è bene ricordarsi di scendere ai livelli di integrazione inferiori, quelli più sostanziali, più fisici: oltre a compiacerci dei discorsi, andiamo alle feste, viviamole, partecipiamo ai balli e ai canti...
 

Stefano Valla vicino ai ritratti di Jacmon e del ballerino Cristoforo Sala "Fino" : Cegni : agosto 2004 / CG
"In qualsiasi organizzazione, il livello superiore dipende da quello inferiore. Il che vuol dire che in un oggetto che si estenda su più di un livello [...] il livello superiore dipende per la propria continuazione da quello inferiore. Una cultura non durerà se le sue città vengono distrutte; un composto chimico non esisterà più se i suoi legami vengono rotti."

(Theory of integrative levels / James K Feibleman = British journal for the philosophy of science. 1954.5. p 60)
 

Fabio Paveto suona le prime note con la nuova fisarmonica Beltrami appena consegnatagli da Stefano Valla : Stazzano : 2004 / CG

Perciò oggi, dovendo scegliere fra diversi eventi contemporanei, sono venuto qui, nel salone di legno e cemento, dove qualche volto sorridente prima ancora di conoscermi mi offrirà un bicchiere, felice che io sia arrivato nel suo paese e che lo apprezzi, dopo che ha lavorato tutta la settimana per preparare la festa. Qui che si percepisce qualcosa di incredibilmente vivo dove invece crederesti ci siano solo tracce ormai dormienti del passato agricolo. Tra poco la sala gradualmente si riempirà, e ad un tratto ti stupirai di notare che a ballare ci sono molti anziani, e poi anche molti giovani, pure dei bambini. Insieme... Dove la trovi in città una comunità così?
 

Stefano Mantovani e Daniele Scurati provano qualche passaggio di fisarmonica : 2004 / CG

Per questo, prima e più che i libri e i siti, conta il ragazzo che compra la sua prima fisarmonica "da grande". O qualcuno che si appassiona alla nostra musica, comincia a fare chilometri di curve tutti i mercoledì sera per andare a farsi insegnare, e in pochi mesi con l'aiuto degli amici riporta in vita questi suoni in valli del Genovesato dove si erano persi da un secolo: "senza i suonatori la tradizione non esiste"... O qualcun altro che intanto a Marsiglia, mentre scaricano la cisterna, invece di scendere a fumare coi colleghi resta chiuso nella cabina del camion, a verificare col piffero un passaggio che gli era venuto in mente mentre guidava pensando a Ernesto e al Draghino.

Claudio Gnoli


Su cosa poggia la tradizione (Dove comincia l'Appennino) -- <http://www.appennino4p.it/poggia.htm> : 2005.09 -