Dove comincia l'Appennino

La trasmissione dell'anima dei luoghi in Stefano Valla

Stefano Valla e Daniele Scurati : Belnome : 20 agosto 2003 / PF

Finita la processione, dopo aver bevuto il vino nelle scodelle al buio delle cantine decorate con i finimenti dei muli, e condiviso la gastronomia locale generosamente offerta sulla soglia delle case, centinaia di ballerini di ogni età si riversano sull'aia del paese, arroccato sul fianco della montagna, per dar vita alle danze sotto l'egida di una Via lattea estiva: siamo nelle Quattro Province. Dal piccolo palco, concatenando alessandrine, valzer e mazurche, la diabolica coppia piffero-fisarmonica conduce all'incanto del sogno.

Seduto sulla sedia, attento agli umori della festa, con un occhio al suo compagno-complice e il busto eretto per liberare il soffio, il pifferaio è maestro delle cerimonie; un ruolo che esige costanza e resistenza fisica, non solo durante le quattro o cinque ore di ballo, ma anche per essere partecipe dei convivi che coronano la festa.

Negli anni '50 e '60, a causa dell'esodo rurale e della televisione, questa tradizione di festa si era notevolmente disgregata; agli "ambianceurs" perciò vennero a mancare le motivazioni per proseguire la loro opera (il cammino di festa), e le "vocazioni" divennero più rare. È in questo contesto di riflusso che Stefano Valla, oggi [2001] trentanovenne, ebbe i suoi inizi. Nato a Genova e diplomato all'Accademia di Belle arti, egli ha sempre mantenuto un profondo legame con Cegni, suo paese d'origine situato nell'Appennino pavese. Una zona dove fin dall'infanzia partecipò alle feste, ballò la giga e la monferrina e subì il fascino dello strumento emblematico della tradizione: il piffero, oboe italiano ribelle e seducente, ornato da una piuma di gallo. D'altronde, proprio nel suo paese vivevano due maestri dello strumento, Giacomo "Jacmon" Sala e Ernesto Sala; sarà quest'ultimo che gli insegnerà la tecnica e il repertorio, al pari di un altro musicista, Andrea "Taramla" Domenichetti, fisarmonicista del vicino paese, Negruzzo.

sentiero Belnome- Pizzonero : 20 agosto 2003 / PF Così, alimentato da queste due sorgenti, Stefano Valla erediterà il retaggio di un considerevole patrimonio, tanto a livello del corpus quanto a livello dell'anima del suono, eredità ben più ineffabile. Analizzando la questione della coppia piffero-fisarmonica, ci si rende conto infatti che non si tratta della coabitazione più o meno felice tra due strumenti ad ancia, bensì di una simbiosi sofisticata, figlia di un secolo di pratica, da quando cioè la fisarmonica soppiantò la musa, della quale adottò le funzioni. Unione che, infine, ha inventato uno strumento che potremmo definire del terzo tipo: la sua ortodossia stilistica, trasmessa senza interruzioni fino a Stefano Valla, verrà da lui trasmessa ai nuovi adepti.

In lui abita da sempre il proselito fedele ai valori della tradizione orale e sensibile ai richiami del proprio tempo. Un dualismo che si esprime attraverso il suo percorso. Ha collaborato con diversi fisarmonicisti della regione (quali ad esempio Dante Tagliani, Cinto Callegari, Giacomo Davio); nel 1983 fonda il gruppo "i Suonatori delle Quattro Province". Ritenendo inoltre importante far conoscere questa musica oltre i confini della zona d'origine, realizza nel 1986 la sua prima registrazione. Parallelamente collabora alle ricerche etnomusicologiche, in particolare con Mauro Balma, del Conservatorio di Genova, e con l'organologo Luciano Messori. Nel 1989 entra a far parte di "Une anche passe", gruppo guidato da Laurent Audemar, il quale svilupperà un appassionante lavoro di creazione coinvolgendo in diverse incisioni musicisti rappresentativi delle "ance" dell'area mediterranea. Nel 1999, in collaborazione con l'Associazione culturale Società dell'Accademia di Voghera, con il finanziamento della Regione Lombardia, fonda il Centro di Documentazione etnografica (CDE) nel comune di Santa Margherita Staffora. Questi molteplici investimenti si accompagnano all'attività di canterino nell'ambito del trallalero, arte canora tipica di Genova, che egli svolge da diversi anni come voce di "chitarra" in seno alla famosa Squadra.

Stefano Buscaglia, Stefano Valla, Daniele Scurati, Renata Tomasella : Pizzonero : 20 agosto 2003 / PF

Questo multiforme lavoro di memoria, creazione, scambio trova riconoscimento nel 1994, quando incide con Franco Guglielmetti un disco (etichetta Silex) che ottiene il premio dell'Accademia Charles Cros e numerosi elogi dalla critica europea. Nondimeno, oltre a svolgere una importante attività di trasmissione (dal 1996 insegna piffero all'Accademia di Voghera e tiene numerosi stage e corsi di danza con Annalisa Scarsellini), l'impegno di Stefano Valla è rivolto soprattutto alla ricerca di nuove prospettive per lo strumento. Una volontà che giustificherà la ricerca di nuovi colori con rinomati musicisti di jazz, quali ad esempio il fisarmonicista piemontese Gianni Coscia e il pianista Umberto Petrin. [...]

Stefano Valla e Daniele Scurati : Pizzonero : 20 agosto 2003 / PF Nel sottile tandem, per il fisarmonicista si tratta non soltanto di "avere dei muscoli" o solamente potenza ritmica, quanto di realizzare un lavoro sull'armonia, di essere attento alle melodie legate al mondo modale, di trovare il giusto equilibrio tra le idee di ieri (i cento anni della coppia) e le innovazioni odierne. Il mantice deve respirare insieme al piffero, lo swing della fisarmonica adeguarsi al fraseggio dell'oboe, in quanto le melodie, e in particolare quelle più antiche, sono articolate attorno a "nodi" di note: l'ideale da inseguire è trasformare il proprio suono in voce "che piange, che ride".

Per aspirare a una siffatta alchimia la scelta degli strumenti è decisiva. Perciò i pifferi di Stefano Valla sono opera del tolosano Claude Romero il quale, partendo da un esemplare del famoso artigiano degli anni '20 il "Grixu" (Nicolò Bacigalupo), ha saputo riportare ad alto livello la costruzione dei pifferi. Le ance, fissate con cera d'api, sono realizzate da Stefano Valla, secondo il metodo trasmessogli da Pino Brignoli; metodo che favorisce l'elasticità del timbro, dando vita a un suono dinamico a volte morbido a volte forte, che è l'essenza sonora di un buon piffero. Le fisarmoniche di Daniele Scurati sono state concepite nella vicina Stradella, città culto della fisarmonica, dove da diversi anni il duo conduce una ricerca sui timbri, sui bassi, sulle ance, sui colori ideali per il matrimonio con il piffero.

Frank Tenaille (libretto del disco
E prima di partire... / Stefano Valla, Daniele Scurati -- Buda : Paris : 2001)
fotografie di Paolo Ferrari

[Vedere anche il sito ufficiale di Stefano Valla e Daniele Scurati e il saggio di Marta Gianotti "Il piffero delle Quattro Province nel repertorio attuale : l'esperienza di Stefano Valla"]


La trasmissione dell'anima dei luoghi in Stefano Valla (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/stefano.htm> : 2003.11 - 2005.12 -