Dove comincia l'Appennino

Il tasso in Appennino pavese


la ricerca ; i risultati ; la specie ; la preghiera del tasso ; bibliografia

l'ambiente di studio nei pressi di Pizzocorno / VRLa ricerca

Tra il 2001 e il 2002, è stato condotto nella media valle Staffora uno studio sulle tane di Tasso e sul loro habitat. Si è trattato di una ricerca che si inserisce nell'ambito di un progetto, molto più ampio, di indagini sull'ecologia e la distribuzione della specie, condotto dal Centro studi Faunistica dei vertebrati della Società italiana di Scienze naturali, con la collaborazione del Museo di Storia naturale di Milano, sia nella medesima area di studio che in altre zone della Lombardia (Alto Luinese, Lario orientale, Alpi lepontine).

l'area di studio [cliccare per ingrandire] Gli studi sono stati svolti in una zona collinare dell'Oltrepò pavese e, in particolare, l'area studiata comprende la media valle del torrente Staffora e le valli confluenti del Lella, del Nizza e, in parte, dell'Ardivestra. Si tratta di un'area di circa 160 Km2 ed è compresa tra i 300 e gli 800 metri circa di altitudine s.l.m.

Prima di iniziare il lavoro sul campo, si è dovuto decidere quali dati raccogliere e cioè cosa sarebbe stato utile analizzare. Non poco tempo ci è voluto per realizzare una scheda di raccolta dati sulla quale riportare, appunto, una serie di parametri ambientali opportunamente scelti e dati morfometrici sulle tane. Per ogni dato era anche previsto un preciso metodo di "raccolta".

La fase successiva è stata l'individuazione di quante più tane di tasso possibili: ne serviva, infatti, un numero sufficiente per un certo tipo di analisi statistica. Pur conoscendo già l'ubicazione di alcune tane, indispensabile è stato l'aiuto della gente del posto. Guardie ecologiche volontarie, cacciatori, guardacaccia, fungaioli ma anche solo gente comune, affezionati della mitica trattoria Miramonti di Sant'Albano che rifocillava i ricercatori, sede anche di alcuni incontri logistici, hanno permesso di individuare molte tane a noi prima sconosciute. Le persone del posto amano questa zona di Appennino pavese: le colline, le montagne e le pianure sono le loro colline, le loro montagne e le loro pianure. Amano il territorio, lo rispettano e lo conoscono come il palmo della loro mano.

un'entrata di una tana di tasso / VR Una volta scoperto il potenziale sito di una tana, era necessario recarvisi, non sempre senza difficoltà tecniche. Molte tane, infatti, non sono state facili da individuare: le persone sanno indicare il posto dove hanno visto scavi e buchi, ma spesso non hanno il tempo di accompagnarci sul posto. Intuire quindi dove potrebbe esserci una tana, sulla base di indicazione come "l'ê giù là, ind'ê ch'i ghé i pomm..." richiede una ricerca, a volte, lunga ed accurata. Molti posti sono anche difficili da raggiungere, in ambienti intricati, su pendii scoscesi o immersi in un rigoglioso bosco pieno zeppo di simpatici ginepri, rovi che fanno compagnia alle gambe o altri simpatici amici.

Sono stati anche estratti, mediante un metodo statistico, un certo numero di punti casuali; anch'essi sono stati raggiunti e vi si sono raccolti gli stessi dati ambientali presi per le tane, per poter poi confrontare le due serie di dati.

La raccolta di dati sul campo è durata circa un anno e mezzo (da marzo 2001 a settembre 2002). Sono state fatte uscite regolari sul campo ogni due settimane e altre uscite quando necessario e sono state così effettuate, complessivamente, più di 40 uscite che sono durate, generalmente, un'intera giornata.

I dati raccolti di tane e latrine riguardavano, come già detto, oltre ai dati ambientali, le loro caratteristiche fisiche e dimensionali, ed informazioni sul loro utilizzo. Sono state censite un totale di 48 tane di tasso e di 25 latrine [Rigo 2003].

Nell'ambito della ricerca è stato utilizzato anche un GIS. Un GIS (geographical information system) è un sistema informatizzato che combina dati cartografici con informazioni tabellari e numeriche, per l'analisi di fenomeni a scala territoriale. Questa recente tecnologia viene utilizzata, attualmente, in maniera sempre crescente per la mappatura di fenomeni importanti che riguardano la gestione del territorio. Prima di utilizzare un GIS, è necessario che i dati sul territorio vengano raccolti e registrati in modo opportuno, sia da fonti cartacee già disponibili che da rilievi diretti del territorio; in seguito, i dati possono essere integrati con quelli di natura più puntiforme raccolti sul campo dagli osservatori. I GIS sono, oggi, un potente e valido aiuto al lavoro di campo di naturalisti e ricercatori (un tempo svolto solo con l'ausilio di carte topografiche e di conteggi manuali).

Oltre a questo studio sull'habitat delle tane, vi era anche già in corso di svolgimento uno studio sulla dieta del tasso; per questo motivo, durante le uscite, sono anche sempre state raccolte le feci di tasso (fatte). Queste sono la principale fonte di informazioni sulla sua dieta e sono state quindi analizzate in seguito a questo scopo. La dieta è, infatti, un altro importantissimo aspetto della vita degli animali selvatici, la cui conoscenza risulta fondamentale per la loro conservazione e per meglio comprendere i delicati equilibri ecologici a loro legati.


I risultati

Come già accennato, i dati relativi alle tane e ai punti casuali sono stati messi a confronto per individuare quali variabili esercitano un'influenza maggiore nella scelta del sito per la tana, quelle che insomma meglio caratterizzano l'habitat più idoneo al tasso. Sono stati utilizzati gli indici di selezione (w) e di Manly (B) e il test statistico del chi-quadrato, oppure il confronto statistico con il test U di Mann-Whitney. I risultati hanno messo in evidenza che l'ambiente gioca un ruolo fondamentale nella scelta del luogo in cui costruire la tana. Di seguito, qualche risultato più in dettaglio.

Per quanto riguarda l'habitat, per migliorare i risultati statistici e renderli più attendibili, i dati sono stati raggruppati e sono state così classificate quattro diverse tipologie ambientali:

  1. Boschi di latifoglie (con Roverella, con Castagni, Misti)
  2. Boschi di Conifere
  3. Arbusteti
  4. Frutteti, vigneti, campi coltivati ed altri ambienti legati ad attività antropiche.

Qui di seguito è riportato un grafico che rappresenta la frequenza dei diversi habitat in tane e punti casuali.

frequenza degli habitat

La differenza tra gli ambienti nei quali sono situate le tane e quelli relativi ai punti casuali si è rivelata estremamente significativa (X2 = 18,203; d.f.= 1; p < 0,001). Dal momento che boschi di conifere e arbusteti presentavano però una scarsa frequenza, per ottenere un risultato più attendibile, il test del chi-quadrato con correzione di Yates è stato fatto escludendo tali categorie.

L'indice di Manly indica una forte selezione per i boschi di latifoglie: quasi tutte le tane, infatti, si trovano all'interno di boschi, soprattutto quelli con un'elevata copertura sia degli alberi che degli arbusti. Risultati interessanti si sono osservati, infatti, anche per il parametro riguardante la distanza "dall'albero più vicino" e "dall'arbusto più vicino" ad un'entrata. Le differenze statistiche tra tane e punti casuali sono risultate molto significative per il primo parametro (X2= 8,064; d.f. = 1; p = 0,005, con una selezione a favore della distanza minore, B = 0,89) ed estremamente significative per il secondo (X2 = 16,153; d.f. = 1; p < 0,001, con anche in questo caso, una selezione a favore della distanza minore, B = 0,95). Risultati simili sono stati ottenuti riguardo ai parametri sulla copertura vegetale: arborea ed arbustiva.

Un'altra caratteristica di molte tane è anche la presenza, nel raggio di 100 metri, di castagni. L'animale preferisce luoghi nei quali questa importante risorsa trofica sia facilmente reperibile ed è risultata, infatti, una differenza significativa tra tane e punti casuali (X2 = 6,220; d.f. = 1; p = 0,013) con una selezione a favore della presenza di castagni.

Risultati opposti si sono avuti per quanto riguarda, invece, i frutteti; spesso le tane non sono vicine a campi e frutteti ma, più preferibilmente, piuttosto lontane (la differenza tra tane e punti casuali è molto significativa per questo parametro: X2 = 9,035; d.f. = 1; p = 0,003). A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, infatti, anche se è facile trovarvi cibo, ai frutteti è associata una maggior attività antropica; questa influisce meno sulla ricerca del cibo però non è certo l'ideale nei pressi della tana.

Risultati interessanti si sono ottenuti anche riguardo all'esposizione dei versanti sui quali sono costruite le tane. Si è visto subito che un maggior numero di tane si trovavano su versanti esposti a sud. Per ottenere poi migliori risultati con i test statistici, il numero delle tane costruite su versanti esposti a sud, a sud-est o a sud-ovest è stato raggruppato in un'unica categoria da confrontare con la somma delle restanti. Riportiamo di seguito una tabella che riassume le frequenze risultanti.

esposizione	P	T	w	S.E.(w)	B
O-NO-N-NE-E	23	20	0,52	0,09	0,07
S-SO-SE		2	22	6,55	4,54	0,93

P sono i punti casuali, T le tane; w indica l'indice di selezione, S.E.(w) l'errore standard di w, B l'Indice di Manly.

Riportiamo anche un grafico con le frequenze delle due categorie ottenute.

frequenza delle classi di esposizione

La differenza tra tane e punti casuali è risultata così molto significativa (X2 = 11,566; d.f. = 1; p < 0,001). I versanti esposti a sud, sud-ovest e sud-est ricevono una maggior insolazione e sono caratterizzati da temperature più miti e da sbalzi termici minori ed è probabilmente per questo che il tasso li predilige per la propria tana.

impronte di tasso su terra / VR La vicinanza all'acqua è un altro importante fattore per l'animale e, per questo, si è soliti considerare, tra i vari parametri, anche la distanza dal più vicino corso d'acqua. Nella zona presa in esame in questo studio, però, non sono risultate esserci grosse differenze tra tane e punti casuali, per questo parametro. Questo potrebbe dipendere dal fatto che l'Appennino pavese è un'area molto ricca d'acqua: ci sono ruscelletti e torrentelli quasi ovunque. Dal momento che sono rare aree che non abbiano almeno qualche fonte d'acqua vicina e che questa risorsa non è quindi un fattore limitante, si spiega il risultato ottenuto.

Un altro parametro importante, tra quelli studiati, è risultato quello sulla presenza e l'estensione delle strade nei dintorni delle tane. Le strade rappresentano un serio e reale pericolo per gli animali e ancor più per il tasso, che si muove di notte. Gli investimenti sono una delle principali cause di morte per il tasso ed, inoltre, dalle strade deriva anche un disturbo antropico non trascurabile. A parità quindi di altri fattori favorevoli, sarà preferito per la tana un luogo quanto più possibile lontano da strade e dove il loro sviluppo, intorno alla tana, sia minimo. Simili risultati si sono ottenuti riguardo alla vicinanza e all'estensione, vicino alle tane, di borghi e centri abitati.

Anche per le latrine si sono ottenuti risultati simili a quelli relativi alle tane. La maggior parte di esse sono state, infatti, trovate in ambiente boschivo: 21 latrine su 25 si trovano in boschi di latifoglie miste con le caratteristiche già riportate parlando delle tane.

In definitiva, più un ambiente risulta "protetto" più è l'ideale per la costruzione delle tane da parte del tasso. La buona protezione data da un ambiente boschivo permette, infatti, un più tranquillo svolgimento di tutte le attività dell'animale. Se vi è la presenza di castagni, ancora meglio, ed è opportuno che il luogo non sia troppo vicino a strade e centri abitati. Il tasso poi sceglie, se possibile, versanti esposti a sud, sud-ovest e sud-est perché ricevono più calore. Se, infine, non vi sono campi e frutteti vicini alla tana, il disturbo antropico sarà minore.


La specie

un tasso svizzero (Badger.it) / EDLS Ma parliamo ora un po' più in dettaglio del nostro amico. Il tasso (Meles meles) appartiene alla famiglia dei Mustelidi. Sono mustelidi anche la Donnola (Mustela nivalis), l'Ermellino (Mustela erminea), la Puzzola (Mustela putorius), la Faina (Martes foina), la Martora (Martes martes) e infine, la Lontra (Lutra lutra). In tutto il mondo sono riconosciute sette specie di tasso. Quello presente nelle nostre regioni è il Tasso europeo. È presente in tutta Italia tranne che in Sicilia e in Sardegna.

Il tasso è un animale piuttosto tozzo, con zampe corte; il corpo è lungo da 60 a 90 cm circa, esclusa la coda, lunga 15-20 cm. Il colore del pelo sul dorso varia dal grigio-argento al marroncino, molto mimetico, mentre particolarissimo ed inconfondibile è il colore del muso. Questo, infatti, è bianco con al centro due strisce nere che partono dalle orecchie, proseguono verso gli occhi e terminano sul naso nero. La pelle è molto elastica: anche se viene morso e trattenuto saldamente in una parte del corpo, l'animale riesce comunque a girarsi e ad aggredire a sua volta chi lo trattiene.

un'entrata con un grande anfiteatro, appartenente alla tana principale nella zona detta Cappello del Prete, presso Pizzocorno / VR Il tasso è un animale dalle abitudini crepuscolari e notturne. Esce dalla sua tana al tramonto, cerca il cibo e svolge le sue attività durante la notte per poi tornare a dormire nella sua tana alle prime luci dell'alba.

Il tasso è un perfetto scavatore. Le tane di tasso sono, infatti, costituite da un complesso di gallerie e tunnel sotterranei collegati tra loro. Le gallerie sono collegate all'esterno con numerose entrate, mentre alla fine dei tunnel è presente in genere uno slargo, una sorta di camera. Le camere possono essere utilizzate in diversi modi, ma la maggior parte servono per il riposo; alcune vengono utilizzate per deporvi gli escrementi mentre altre, nella stagione riproduttiva, ospiteranno le madri con i cuccioli. Il tasso fodera per bene le camere per il riposo e per i piccoli, con una soffice e pulita lettiera, formata da foglie secche, paglia e fieno; la lettiera serve agli animali per ridurre il più possibile la perdita di calore durante il sonno. La lettiera viene rinnovata, in genere, in primavera e in autunno.

Nelle tane di tasso, le entrate delle gallerie non sono solitamente più piccole di circa 25 cm di diametro; mediamente questo è di 30-35 cm, ma le entrate molto vecchie e regolarmente utilizzate dagli animali, possono essere anche molto più grandi. In questo caso, sono caratterizzate anche da pareti ben definite e lisce, per il continuo passaggio dei tassi. Nell'Appennino pavese sono state trovate anche entrate di più di 60 cm di diametro [Rigo 2003].

Il numero delle entrate e delle camere sotterranee che costituiscono ogni tana è molto variabile e dipende da numerosi fattori (ambiente in cui si trova la tana, densità degli animali, ecc.). Caratteristico di alcune entrate delle tane di tasso, è un "anfiteatro" di terra accumulata a semicerchio davanti all'entrata. L'anfiteatro è formato dalla terra che è stata rimossa dal tasso per scavare le gallerie sotterranee e le camere della tana; è caratteristico e permette di distinguere facilmente, quando presente, le tane di tasso da quelle di volpe.

un'entrata di una tana / VR Le tane di tasso trovate nell'Appennino pavese sono formate generalmente da 5-7 entrate per ogni tana. In media, 2-4 entrate per ogni tana hanno un anfiteatro, e il raggio dell'anfiteatro più grande per ogni tana, in media misura 79 cm [Rigo 2003].

Sono stati poi osservati diversi tipi di tane. Ci sono "tane principali" che sono quelle formate da un maggior numero di entrare e di tunnel. Numerose entrate presentano anche il caratteristico anfiteatro, sono molto pulite e vengono regolarmente utilizzate dai tassi. Le tane principali sono, spesso, le più vecchie, sono state ampliate nel tempo e possono estendersi quindi sotto terra anche per centinaia di metri. Le gallerie che la costituiscono possono arrivare a 15 metri di profondità.

Si possono trovare poi tane formate da un minor numero di entrate, rispetto alla tana principale, e non molto lontane da queste. Si tratta di cosiddette "tane annesse" alla tana principale, alla quale sono spesso collegate con sentierini ben battuti.

Ci sono poi tane più piccole, formate anche da solo 1 o 2 entrate, apparentemente isolate e non collegate ad altre tane. Queste vengono definite "tane secondarie" e, solitamente, vengono occupate da qualche tasso solo in alcuni periodi dell'anno, soprattutto se sono nei pressi di stagionali fonti alimentari.

Il tasso può trovare anche rifugi temporanei, nei quali passare solo poche notti o una sola. Sono appunto "tane rifugio", formate quasi sempre da un unico scavo, poco profondo. Quando non occupati dal tasso, questi rifugi possono essere utilizzati anche da altri animali, come volpi o conigli.

In verità, non è sempre facile distinguere una tipologia di tana da un'altra e soprattutto nel nostro paese, dove la densità del tasso è piuttosto bassa, è più difficile fare un'adeguata e utile classificazione delle tane. Quello che è certo è che la tana è estremamente preziosa per i tassi. Le tane, infatti, vengono occupate per generazioni e generazioni e possono venir ampliate ogni anno, scavando nuove gallerie e camere. Si conoscono casi nei quali, pur di non abbandonare la propria vecchia tana, i tassi accettano situazioni davvero paradossali (es. tana costruita sotto una discoteca sorta in seguito; tassi cacciati da tane costruite vicino alle rotaie del treno). Anche nell'Appennino pavese sono conosciute tane davvero molto vecchie: alcune si stima abbiano centinaia di anni.

I tassi sono animali parzialmente sociali, in quanto vivono in piccoli gruppi abbastanza ben definiti, denominati clan. I membri di uno stesso clan, in genere, occupano la stessa tana e si muovono su un'area ben definita. La ricerca ed il consumo del cibo avvengono però in modo solitario. All'interno di uno stesso gruppo, un articolato sistema di segnali vocali, visivi ma soprattutto olfattivi, viene utilizzato per stabilirne l'organizzazione sociale e la gerarchia [Neal 1986].

una buca piena di fatte che fa parte di una latrina di tasso / VR Il tasso depone i suoi escrementi in caratteristiche ed inconfondibili "latrine". Le latrine si presentano come una serie di buchette profonde circa 12-15 cm, che il tasso scava appositamente per deporvi le fatte. Si trovano generalmente nei pressi della tana, ma anche lungo i territori utilizzati regolarmente dagli animali. Una latrina può essere formata da 1-2 fino ad un numero più elevato di buchette, anche decine. In Appennino pavese, la maggior parte delle latrine trovate sono formate da un numero piuttosto basso di buche; in media, da 3-4 buche per latrina [Rigo 2003].

Insieme alle fatte, il tasso deposita anche una particolare sostanza odorosa prodotta da ghiandole anali. Questa sorta di gel serve per marcare il territorio, ed infatti il forte odore acre che lo caratterizza può essere avvertito dagli altri tassi anche a notevoli distanze. Una latrina può essere utilizzata da diversi individui, ma solo di uno stesso gruppo; in genere, quelle vicino ai confini del territorio occupato da un clan, hanno anche un importante significato territoriale e sono spesso più grandi di quelle che si trovano vicino alle tane.

Non sempre però le fatte vengono deposte nelle buchette ed è quindi possibile trovare anche fatte di tasso semplicemente depositate a terra, senza la presenza dei tipici scavetti che invece formano una vera latrina. Questo tipo di deposizioni vengono definite TDS, ovvero "siti temporanei di defecazione".

I tassi si accoppiano per tutto l'arco dell'anno. Le femmine, però, sono feconde in periodi più ristretti dell'anno, in particolare in primavera, alla fine dell'estate e nei primi mesi autunnali. Nei tassi si assiste ad una particolarità nel processo di gestazione. Gli embrioni fecondati, infatti, possono rimanere quiescenti anche per diversi mesi (6-11) e riprendere il loro regolare sviluppo successivamente, in modo tale che i piccoli nascano nei periodi più favorevoli dell'anno. Questo fenomeno, noto come impianto ritardato dell'ovulo, è tipico anche di altri mustelidi.

La gestazione vera e propria dura circa 8 settimane. Tra gennaio e marzo nascono i piccoli, comunemente 2 o 3 per cucciolata, raramente di più, fino ad un massimo di 6. Alle nostre latitudini, in piccoli nascono alla fine dell'inverno.

impronte di tasso su neve / VR Nell'Appennino pavese il tasso è diffuso, e non è quindi così difficile imbattersi nella tana di questo animale o in segni che ne indicano comunque la presenza. Vasti e rigogliosi boschi sono oggi molto abbondanti e questi, come già detto, rappresentano un luogo ideale per i tassi, per costruirvi la tana. Questi boschi offrono un'ottima copertura vegetale, varie e abbondanti risorse trofiche e terreni spesso ben drenati, una caratteristica importante perché le camere sotterranee delle tane di tasso si mantengano il più possibile asciutte. In passato la copertura forestale ha spesso subito notevoli riduzioni, ma oggi il progressivo abbandono di zone un tempo occupate da colture agricole permette alla copertura boschiva di riguadagnare terreno e le estensioni perdute.

Il querceto misto, che è il bosco originario che si è conservato nelle aree meno adatte all'agricoltura, e i boschi di latifoglie sono le tipologie di bosco più comuni di queste zone. Anche il sottobosco, che in queste zone è generalmente piuttosto intricato ed è reso spesso difficilmente penetrabile per la presenza di rovi, rose selvatiche e spinosi biancospini, offre al tasso un elemento favorevole in più. Ai margini dei boschi e nelle radure, sono poi comuni pungenti ginepri, prugnoli, cornioli ed altre essenze arbustive che, oltre a rendere di difficile accesso certe zone, sono anche risorse trofiche.

Anche la presenza di campi coltivati, frutteti o vasti prati è piuttosto gradita al tasso; questi territori sono pieni infatti, di cose buone da mangiare e anche se, come visto, spesso non si trovano molto vicini alle tane, sono comunque facilmente raggiungibili, di notte, da un tasso che, ben motivato, trotterella in cerca di cibo.

In altre zone, il bosco originario è stato invece soppiantato artificialmente dal castagneto; anche questo rappresenta comunque per il tasso un ambiente più che favorevole: offre una buona copertura arborea a protezione delle tane e, come già accennato, un'importantissima risorsa trofica, le castagne! Le castagne, infatti, permanendo a lungo sul terreno, offrono, anche nei mesi più freddi, un'essenziale risorsa energetica, tra l'altro graditissima al nostro simpatico quadrupede che non deve nemmeno faticare molto per saziarsi anche quando le temperature esterne non sono l'ideale per lunghe ricerche di cibo.

Nell'Appennino pavese sono poi ampiamente diffusi i querceti, soprattutto sui versanti costituiti da terreni rocciosi di natura calcareo-arenacea e caratterizzati da una certa aridità (un vecchio detto popolare dell'Oltrepò pavese recita così: "Rùgar a u surì, castegn a l'invernì" e cioè "roveri a solatio, castagni a settentrione").

Anche il substrato roccioso di queste regioni riveste una certa importanza ed è, infatti, spesso un invito a nozze per il tasso. Basti pensare alla fascia collinare. La bassa collina è costituita da successioni alluvionali e marine di ghiaia e sabbia poco cementate; spesso vi si trovano sciolte anche limo e argilla. Si tratta di successioni scarsamente coerenti e rappresentano quindi un substrato ideale per il tasso, per scavarvi le tane. Le rocce che costituiscono l'alta collina sono, per la maggior parte, di origine sedimentaria marina e si tratta di arenarie, argille, marne e conglomerati vari. Anche questo substrato è facilmente attaccabile dagli unghioni del nostro provetto scavatore.

un'orchidea nei pressi di una tana in val di Nizza / VR Nei dintorni delle tane, sono spesso facilmente riconoscibili numerose piste e sentierini ben battuti dagli animali. Il tasso, infatti, ama le abitudini: anche da adulto preferisce spostarsi lungo percorsi e territori ben noti. Non è poi così difficile, quindi, nei boschi dell'Appennino pavese, scorgere questi sentierini, spesso molto puliti e "chiari" se frequentati con regolarità, e che potrebbero portare a qualche bella tana. Le piste sono spesso ben marcate perché è proprio grazie al ben sviluppato olfatto che il tasso riconosce i sentieri, i luoghi maggiormente frequentati, magari dove è più facile trovare il cibo, e la propria tana.

La principale attività del tasso fuori dalla tana è la ricerca del cibo. Per quanto riguarda la dieta, il tasso (pur classificato come "carnivoro") è onnivoro è cioè mangia praticamente di tutto. Le sue principali risorse trofiche sono rappresentate da: insetti e invertebrati (soprattutto coleotteri, larve di ogni tipo e lombrichi, spesso uno dei cibi principali e anche uno dei più graditi!), bacche e frutti di stagione, semi e germogli, cereali, ma anche rane, piccole serpi e lucertole, uccelletti e diversi piccoli mammiferi. Per quanto riguarda la dieta dei tassi dell'Appennino pavese, gli elementi più abbondanti risultano: lombrichi, coleotteri, mais, castagne e frutta (specialmente uva, prugne selvatiche o coltivate e mele) [Azzolini in prep'].

Il tasso è principalmente un "ricercatore", non un cacciatore. È un animale, infatti, normalmente piuttosto goffo, dalle movenze tranquille, che si muove trotterellando o camminando e che non ama certo inseguire correndo un potenziale bocconcino. Al contrario, ricerca il cibo annusando e perlustrando minuziosamente il terreno; con il muso basso, grazie al fiuto e all'udito ben sviluppati, è in grado di localizzare insetti e larve nascosti sotto le foglie, sotto un sottile strato di terra, un sasso o un tronco o ancora, all'interno di questo, tra il legno marcescente. La maggior parte del cibo viene trovata proprio così, durante quest'accurata opera di ricerca. Nel caso quindi di uccelli, rettili e piccoli mammiferi compresi nella dieta del tasso si tratta, con molta probabilità, perlopiù di individui feriti, malati, o giovani inesperti.

Nella stagione fredda, il tasso non va in letargo, ma rallenta semplicemente il suo ritmo di vita, trascorrendo molto più tempo all'interno della propria tana. Esce quindi solo per poche ore per notte o, spesso, non esce affatto per giorni interi. Quando le temperature si faranno più miti e la natura tutta si risveglierà sotto il benefico effetto dei primi raggi di sole primaverile, anche i tassi torneranno alla loro piena attività, intenti in accurate ricerche anche dei cibi più difficili da reperire ma magari più golosi, nelle attività di accoppiamento e cura della prole, o semplicemente nel gioco e nell'esplorazione del territorio. Agli ultimi raggi del tramonto, il tasso comincerà la sua "giornata", uscendo con cautela dalla tana e annusando l'aria tutto intorno con il fine olfatto. Passerà la notte gironzolando in cerca di cibo, potrà tornare alla tana per poi uscire di nuovo o potrebbe anche capitare che passi il giorno successivo in un riparo temporaneo.

Il nostro instancabile ricercatore riprenderà le sue attività ogni notte, protetto dal buio, ma nessuno esclude che prima di chiudere i suoi furbi ed attenti occhietti all'arrivo del nuovo giorno, non si goda una splendida alba accoccolato nell'erba, protetto da un verde cespuglio.

Valentina Rigo


Primo incontro

Così è descritto il tasso in un libro sugli animali di quando ero bambina... Questo è stato il nostro primo incontro.

Bisbetico e scontroso,
dalle forme un po' goffe e dall'andatura lenta e svogliata,
il Tasso s'aggira pigramente per il bosco.
Ad ogni passo sosta ad annusare, a grufolare, a raspare il terriccio,
a rimestare tra le foglie marce come un robivecchi tra le sue cianfrusaglie.
Basterà però che qualche incauto animale, qualche malintenzionato,
gli si faccia vicino, per trasformare il nostro selvatico "barbone"
in un pericoloso avversario pronto a lottare tenacemente a morsi e unghiate.
Passata la buriana, il buon tasso riprende,
più brontolone e scorbutico che mai, la sua passeggiata interrotta.
Mugugnando scomparirà a poco a poco nel fitto della selva
con quel suo caratteristico passo da vecchio zoticone.

Esperto cacciatore di piccoli animali, scavatore provetto,
l'individualista e solitario tasso se ne va per i boschi.
Una volta rimpinzatosi a più non posso, eccolo tornarsene a fare il chilo
nel suo tranquillo e pulitissimo condominio sotterraneo.

(Guarda e scopri gli animali del bosco e della macchia -- AMZ : Milano : 1979)


La preghiera del tasso

A Te, creatore del mondo intero,
rendiamo grazie a cuor sincero.
Donaci il poco che qui ci serve:
trifoglio e piante con giunchi ed erbe;
notti di quiete, notti silenti,
senza paure, senza tormenti.
Con un nonnulla ci fai felici:
vermetti e larve, bacche e radici.
Lungi dall'uomo, dalla sua guerra,
dacci una casa sotto la terra
e prati e campi senza confini,
boschi di faggi, di abeti e di pini.
Non darci pene, scaccia i dolori,
manda un domani di pace e di fiori;
rendici saggi, rendici buoni,
pietosi e degni dei tuoi bei doni.
E al dì fatale, vecchi e incurvati,
guidaci all'Isola dei Beati.

(Le fredde lune / Aeron Clement)


Bibliografia

Azzolini in prep' = Analisi dell'alimentazione e frequentazione delle tane del tasso (Meles meles) in un'area dell'Oltrepò Pavese : tesi di laurea in Scienze biologiche / Sonia Azzolini ; Università di Milano

Biancardi 1992 = Analisi della alimentazione del Tasso (Meles meles L.) nell'alto Luinese (Varese) : tesi di laurea in Scienze biologiche / Carlo M Biancardi ; Università di Milano : AA 1991-1992

Biancardi 2001 = Badger / Carlo M Biancardi -- <http://www.badger.it> : 2001-

Biancardi et al' 1995 = Analisi dell'alimentazione del Tasso Meles meles (L.), nell'alto Luinese (Provincia di Varese, Italia) (Mammalia, Mustelidae) / Carlo M Biancardi, Maurizio Pavesi, Laura Rinetti = Atti della Società italiana di Scienze naturali e del Museo civico di Storia naturale di Milano. 134: 1995. p 265-280

Greppi 1996 = L'Oltrepò pavese collinare e montano / Piermaria Greppi -- Greppi : Pavia : 1996

Neal 1948 = The badger / Ernst Neal -- Collins : London : 1948

Neal 1977 = Badgers / Ernst Neal -- Poole Dorset : Blandford : 1977

Neal 1986 = The natural history of badgers / Ernst Neal -- Helm : London : 1986

Rigo 2003 = Distribuzione delle tane e scelta dell'habitat del tasso (Meles meles, Mammalia: Mustelidae) in un'area dell'Oltrepò pavese: un'analisi mediante GIS : tesi di laurea in Scienze naturali / Valentina Rigo ; Università di Milano : AA 2002-2003

 


Il tasso in Appennino pavese (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/tasso.htm> : 2005.10 -