Dove comincia l'Appennino

La trasmissione orale al tempo di Internet


Il territorio delle Quattro Province si trova in una situazione poco comune in Italia settentrionale. La sua tradizione musicale e coreutica, infatti, non è solo il frutto di una storia plurisecolare di contatti fra genti, sulla quale proseguono le ricerche; ma rappresenta al contempo una realtà che continua a vivere ed evolversi nel mondo di oggi. Una parte significativa del suo patrimonio di tecniche esecutive, repertori e coreografie ha fortunosamente superato il periodo critico del Dopoguerra, durante il quale un numero limitato di pifferai (Angelo Tagliani, Ernesto Sala, Giuseppe Dusio, Giovanni e Luigi Agnelli, Angelo Cresci, Agostino Orsi, Gianfranco Brignoli) ne avevano ostinatamente mantenuto un flusso minimo vitale, fino alla ripresa d'interesse per le identità locali avviatasi verso gli anni Ottanta.

Questa continuità permette oggi che il patrimonio del passato, oltre ad essere riutilizzabile dagli appassionati del ballo folk e da nuove formazioni con organici fin troppo arricchiti, come avviene in altre regioni, prosegua anche nella sua realtà più originaria e quotidiana. Un ragazzo che oggi cresce a Bobbio, Varzi, San Sebastiano Curone o Cantalupo Ligure si trova immerso in un clima dove sono normali, insieme ai trasferimenti in auto, alle discoteche e agli outlet, le feste da ballo con le gighe e la presenza di piffero e fisarmonica ad eventi della comunità quali il carnevale, il canto del maggio e talvolta il matrimonio.

Naturalmente, come è sempre avvenuto, ciascuno reagisce alla situazione con la propria sensibilità: chi se ne disinteressa guardando verso l'esterno per la propria realizzazione, chi vive la musica distrattamente come una temporanea occasione di divertimento fra altre, e chi sente più forte e necessario il legame con le unicità della sua terra. Fra questi ultimi vanno crescendo in questi anni i praticanti delle danze tradizionali, del canto polifonico (almeno sui versanti piacentini), del piffero e della sua specifica tecnica di accompagnamento alla fisarmonica. Canti e danze si possono apprendere direttamente sul campo, partecipando con gli amici a cene e feste che diventano iniziazioni di ingresso in prima persona nella squadra (la compagnia) e in senso più ampio in una comunità culturale nella quale ci si potrà riconoscere per l'intera vita. Peraltro l'impegno didattico di Stefano Valla e altri insegnanti, dopo essersi spesso rivolto a stage di danza nelle città e nel recettivo territorio francese, si è recentemente dedicato a corsi serali svolti nei centri delle stesse valli Staffora e Curone: si va così rinvigorendo una generazione di ballerini locali, e rovesciando la moda importata del liscio che qui finisce per essere "una cosa da anziani" rispetto alla ripresa dei pifferi locali.

Per interpretare in modo completo queste realtà rimane fondamentale tener presente che anche l'apprendistato dei suonatori di tradizione, che è quello più impegnativo, continua a passare per la trasmissione orale. Non perché non sia possibile trascrivere sul pentagramma brani del repertorio, ordinare uno strumento per posta elettronica o confrontarsi con le registrazioni di un maestro del passato. Ma perché questi mezzi sarebbero inutili senza le lunghe esercitazioni sotto l'occhio di un suonatore esperto, spesso recandosi direttamente a casa sua, in serate fitte di discussioni sulle proprietà delle ance e di assaggi di vino e salame; o senza il battesimo del pubblico di una vera festa locale, temuto e insieme desiderato dal novizio, occasionato dall'invito a eseguire due o tre suonate nel corso di un ballo condotto da un collega navigato — in cuor suo contento nel constatare che il ricambio per la prossima generazione è assicurato, e in qualche caso anche un po' preoccupato da un'imminente concorrenza di valore.

 

Claudio Gnoli

pubblicato in La piva dal carner: foglio rudimentale di comunicazione a 361 gradi, 77=1, Montecchio Emilia 2013, p. 17-18 (col titolo "Quattro Province: la trasmissione orale al tempo di Internet", senza illustrazioni e con leggeri adattamenti)

nell'ambito di una Tribuna su "La musica popolare oggi: ricerca, conservazione, contaminazione, divulgazione" in cui sono stati invitati a intervenire anche Giancorrado Barozzi, Sandra Boninelli, Gianpaolo Borghi, Nicola Canovi, Ettore Castagna, Giovanni Floreani, Gabriele Franceschi, Mario Carmelo Lanzafame, Placida Staro, Andrea Talmelli, Riccardo Varini e Getto Viarengo

 


La trasmissione orale al tempo di Internet = (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori — <http://www.appennino4p.it/trasmissione.htm> : 2013.04 -