Dove comincia l'Appennino

Il Grande anello delle Quattro Province

tappa 10: Alpe di Vobbia-Dova superiore

Percorso

Alpe di Vobbia (1009) possibilitÓ di pernottamento - passo dell'Incisa (1070) - Madonna di Clavarezza (966) - Costa Clavarezza (708) - mulino del rio Moro - Vobbia (477) - Castello della Pietra (624) - Caprieto (837) - Costa Salata (800) - monte Castello (1092) - Casalbusone - Dova superiore (932) possibilitÓ di pernottamento

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Pernottamento

A Dova superiore agriturismo Maggiociondolo: 0143.919949 e 0143.919959, lasciare messaggio


Descrizione

Tornati per la strada al passo dell'Incisa, si segue per un po' il crinale, percorso dal sentiero e da una stradina asfaltata che corrono paralleli e si incrociano qua e là; in questo tratto i faunisti hanno trovato ripetutamente tracce del passaggio del lupo. A sinistra si gode un ampio panorama della media val Brevenna, con i paesi di Carsi e Frassinello. Si raggiungono prima la cappella di San Rocco e poi quella della Madonna di Clavarezza, presso la quale si stacca sulla destra la strada che scende a Costa Clavarezza. (Proseguendo sul crinale si raggiungerebbe Crocefieschi, importante centro lungo la Via del Sale disteso su un ampio valico tra Scrivia e Vobbia, che all'antico nome di Croce ha aggiungo quello del casato dei Fieschi; da qui si può scendere a Vobbia per la strada asfaltata attraverso il sobborgo di Vallemara). Gradevole da percorrere a piedi, la discesa a tornanti verso Costa Clavarezza è invece critica per le auto, in seguito ad ampie frane che nei primi anni Duemila hanno quasi isolato il paese; in qualche punto potreste dover scavalcare i detriti più recenti.

Oltrepassata Costa Clavarezza si può proseguire per la stradicciola carrabile. Si scende così per l'amena valle del torrente Fabio, uno dei due principali tributari del Vobbia; in corrispondenza della confluenza del rio Moro si trovano un mulino e altre costruzioni. Ci si immette quindi poco sotto il paese di Noceto nella strada che scende dall'Alpe, e seguendo questa si arriva a Vobbia. Il capoluogo comunale è in realtà l'unione di diversi nuclei (Case Fabio, Torre, Selva...) sulla confluenza del Fabio con il Vallenzona; come spesso avviene da queste parti, il corso d'acqua risultante è contraddistinto da un terzo nome, il Vobbia appunto (un altro esempio sono il Laccio e la Pentemina che formano lo Scrivia). Nel centro, sulla direttrice proveniente da Crocefieschi, si notano l'oratorio della Trinità, sede di un museo sulle confraternite, una piazza con il ristorante significativamente denominato "della Posta", e un arco oltre il quale si accede al ponte sul Vallenzona. Oltrepassandolo ci si trova nella frazione Torre, dove ci sono negozio di alimentari e farmacia; dalla sua parte alta fra alcune villette prende avvio la mulattiera per il Castello della Pietra, segnata da una croce gialla.

Si percorre un lungo tratto prevalentemente pianeggiante, con pannelli illustrativi sulla pregiata vegetazione della zona posti a cura del Parco dell'Antola e vista sulla gola del Vobbia. Si arriva quindi al Castello della Pietra, una fortificazione dell'11esimo secolo incredibilmente incastrata tra due torrioni di roccia, con effetto molto spettacolare. Nell'interno, ristrutturato negli anni Novanta, erano conservati armi antiche ed altri oggetti, purtroppo in seguito trafugati. La formazione rocciosa detta dei Conglomerati di Savignone (che si estende dalla media val Borbera alla media valle Scrivia) dà a tutta la zona un aspetto severo e suggestivo; in particolare, sul versante opposto del Vobbia si vedono gli speroni delle Rocche del Reopasso, di interesse alpinistico.

Tornando al lato del castello da cui si è arrivati, si imbocca un sentiero in decisa salita segnato da macchie di vernice gialla, recentemente ripulito. Oltrepassati alcuni suggestivi ma facili passaggi su dossi di conglomerato a strapiombo sulle vallecole circostanti, si passa nel bosco di castagni, salendo in circa 1 ora a Caprieto, ove confluiscono anche un sentiero dal vicino borgo di Casareggio, uno (losanga gialla vuota) che sale dalle Case Carminati e uno che sale dal rio Busti.

(Una variante leggermente più lunga scende dal Castello alla strada di fondovalle: si segue questa verso destra (in direzione di Isola del Cantone) per circa 1 km, superando una piccola diga sul Vobbia e le case Carminati, e lasciando a destra una stradina asfaltata. Si raggiunge così il ponte di Zan, un antico passaggio ad arcata singola, oggi nascosto da quello più moderno, lungo la vecchia mulattiera tra Isola e Vobbia, da dove tra l'altro si gode una spettacolare visione del lato nord del Castello. Da qui si accede (frecce in legno poste dalla Comunità montana) alla graziosa valletta del rio Busti, che si inizia a risalire camminando in riva al corso d'acqua e lasciando in alto sulla sinistra la frazione omonima; al bivio per la cascina Busti si svolta invece a destra (freccia in legno su un albero) per guadare il rio, e si segue poi il sentiero che sale nel bosco fino a Caprieto.)

Il paese di Caprieto si presenta come un cospicuo nucleo di case a diversi piani, che rappresentava evidentemente un centro di passaggio lungo i percorsi dei mulattieri. Lasciando a sinistra la salita verso il Bric delle Camere, si continua lungo la strada asfaltata a fondo cieco e poi sul sentiero marcato dal rombo giallo, giungendo in breve a Costa Salata, valico tra val Vobbia e val Borbera dove si trova un ristorante. Il nome dell'insediamento, come quelli delle vicine Salata di Vobbia e Salata di Mongiardino, è associato alla posizione strategica lungo la Via del Sale che collegava la pianura padana con il porto di Genova.

Da Costa Salata il sentiero contrassegnato dal rombo giallo, assunto l'aspetto di una comoda sebbene un po' monotona sterrata, prosegue sul crinale. Si oltrepassa un fianco piantato a pineta, poi una sterrata che sale dal territorio di Arezzo e Vigogna, e sul lato opposto l'innesto del crinaletto che si spinge al monte Bòssola, tra Mongiardino e Gòrdena.

Si trova quindi sulla sinistra una carrareccia che scende in direzione di Casalbusone. Proseguendo sul crinale, il sentiero segnato abbandona per un breve tratto la sterrata per salire alla vetta del monte Castello, il cui nome ricorda sicuramente una precedente fortificazione: da questo punto vetta infatti si controllano visivamente le Rocche del Reopasso, la Cappella di San Fermo e le valli sottostanti. Ridiscendendo verso San Fermo e ricongiuntisi alla sterrata, ci si trova nel punto di valico fra i paesi di Vallenzona e Dova, da dove nell'Ottocento passò il suonatore di musa detto Piscaielu nell'occasione in cui avrebbe incontrato i lupi: ancora molto tempo dopo i ragazzi di Dova venivano da queste parti a cercare l'Albero del Piscaielu, sul quale egli si sarebbe rifugiato per sfuggire all'insidia. Qui conviene abbandonare la sterrata per San Fermo (località che visiterete l'indomani) e scendere a Casalbusone attraverso il bosco, utilizzando il sentiero non segnato che parte dal punto di valico o, se questo non fosse ben praticabile, la sterrata citata in precedenza.

Casalbusone è uno dei borghi che sorgono alla testata della valletta del Gordenella, un tempo ben più brulicanti di vita: a poca distanza si trova infatti Piancereto, patria del maestro pifferaio che avrebbe riceuto la "chiave" dal Draghin in persona. Oggi invece queste frazioni sono popolate quasi esclusivamente d'estate, e la chiesa di Canarie, che emerge vistosa sul versante orografico sinistro, ha addirittura dovuto essere abbandonata perché costruita in un punto franoso.

Da Casalbusone seguite verso destra la strada asfaltata che in meno di un chilometro, oltrepassato il bivio per la frazione di Guazzolo (o Guasolo) sulla sinistra, giunge a Dova Superiore, sede parrocchiale e importante tappa degli antichi transiti di uomini e merci diretti dalla Liguria verso la pianura. Oggi la principale attività è l'allevamento bovino praticato dall'azienda agrituristica Maggiociondolo, gestita dal parroco don Luciano Maggiolo; le pareti interne sono state affrescate qua e là da collaboratori volontari con scenette e massime relative alla vita rurale. Qui troverete una semplice ma calorosa ospitalità.

séguito


Collegamento 10A: Costa Salata-Cantalupo Ligure

Percorso

Costa Salata (800) - Camincasca (670) - Maggiolo (668) - Cavanna (741) - Mandirola (683) - Vergagni (644) - cascina Valle (515) - Rovello (700) - Bregni Superiore (617) - Rocchetta Ligure (390) - San Nazzaro (390) possibilitÓ di pernottamento - Cantalupo Ligure (375)

Descrizione

Tra le case di Costa Salata, prima di arrivare alla strada imboccare a sinistra la bella mulattiera che scende alle Case Camincasca. Di qui ci si avvia per la strada e presto si taglia a sinistra per raggiungere Maggiolo, capoluogo del comune di Mongiardino Ligure.

Tenendosi sui sentieri fra prati e boschi lungo il versante destro della valle, si possono toccare le frazioni di Cavanna e Mandirola, attraversare il paese di Vergagni (sfruttando un tratto asfaltato) e giungere alla cascina Valle. Qui è stata recentemente avviata l'azienda agrituristica Vallenostra, che si distingue per la ristorazione e le genuine produzioni alimentari tra cui il raro formaggio Montébore, recuperato alla gastronomia dalla ricetta di un'anziana abitante di Calvadi in val Grue.

Una stradina verso destra porta a Rovello, da dove si può svalicare verso l'antico borgo di Cremonte e scendere a Cabella Ligure, oppure percorrere il crinale tra Borbera e Sìsola (segnavia un quadrato giallo) passando sopra Sant'Ambrogio, Bregni, Pagliaro superiore e inferiore, per scendere a Rocchetta Ligure, importante possedimento degli Spìnola (il cui palazzo è stato ristrutturato per usi pubblici) lungo la Via del Sale.

Di qui la strada attraversa il Borbera e si unisce a quella di Cabella in località San Nazzaro (dove si trova l'albergo-ristorante da Bruno) per giungere a Cantalupo Ligure, altro storico centro di transito dove nell'Ottocento si trovava un costruttore di pifferi.


Aggiornamento

Ultimo sopralluogo: da Alpe a Madonna di Clavarezza: 2006.04 CG; da Costa Clavarezza a Vobbia 2011 CG; da Vobbia alla Pietra 2011.11 CG; dalla Pietra a Caprieto 2008.12 CG; da Costa Salata a San Fermo 2006.12 CG; da Costa Salata a Cavanna 2006 CG

Correzioni e precisazioni sono benvenute: scriveteci a redazione @ appennino4p . it ...

 


Il Grande anello delle Quattro Province. 10: Alpe di Vobbia-Dova superiore (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/trek/10.htm> : 2006.04 - 2011.11 -