Dove comincia l'Appennino

Il Grande anello delle Quattro Province

tappa 3: Cegni-Pej

lo sbocco a Negruzzo della mulattiera proveniente da Ceregate; sullo sfondo il paese di Cencerate, nel versante opposto / PF

Percorso

Cegni (795) possibilitÓ di pernottamento - casa del Lago (676) - Ceregate (822) - Negruzzo (1124) - Casale Stàffora (1072) - colle Pej (1379) - Pej (1193) possibilitÓ di pernottamento

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Pernottamento

A Pej locanda Belvedere: 0523.935106.


Descrizione

In fondo al paese di Cegni si trova una bella fontana-lavatoio. Di qui, oltrepassato un rio, imboccate sulla sinistra una carrareccia che scende gradualmente verso lo Staffora. Questa giunge in riva al torrente in corrispondenza della costruzione della Casa del Lago: aldilà dell'alveo e della strada per Casale le rocce calcaree scendono quasi a picco, chiudendo questo tratto di valle in spazi stretti di una certa suggestione. La carrareccia continua raggiungendo il borgo abbandonato di Ceregate, che rivive una volta all'anno in occasione della festa mariana dell'8 settembre.

la sagoma di Mario Brignoli "Mastcin" si profila tra le case di Negruzzo / PFProseguendo si sale in faggeta e pineta lungo il fianco della montagna in direzione di Negruzzo, che si raggiunge confluendo nella strada asfaltata poco prima del paese. Il paese più alto della valle Staffora, così appartato, vanta invece personalità di grande importanza per la tradizione delle Quattro Province: il fisarmonicista Domenico Brignoli, detto Menghein o Baciunein, è ricordato come uno dei migliori accompagnatori del grande Jacmon; Mario Brignoli "Mastcin" è la memoria storica del canto polivocale, compresi gli stranot che accompagnavano la musica del piffero: quando lo abbiamo incontrato sull'uscio di casa, ci ha evocato l'arrivo di Jacmon e del musista Pillo sull'aia lì davanti, attorno al 1930, ricordando come suo nonno al sentirli uscì di casa e diede inizio a una giga... E anche oggi Negruzzo è protagonista della tradizione: il giovane Marco Domenichetti è uno dei pifferai più stimati, e il giovanissimo Matteo Burrone sta riprendendo brillantemente il percorso di fisarmonicista di suo bisnonno Baciunein. La Festa delle aie di Negruzzo, il terzo sabato di agosto, è una delle più frequentate nel calendario delle feste da ballo tradizionali.

Attraversato il paese, in corrispondenza del cimitero comincia quello che un tempo era solo un sentiero per Casale, ma è ora una stradina asfaltata: percorrerla è comunque piacevole, considerato il traffico quasi nullo e la bella faggeta che si attraversa. Anche Casale Staffora lotta per mantenere viva la vita tradizionale: organizza una bella festa la sera del 10 agosto, e una giovane famiglia ha scelto di continuare ad abitarci tutto l'anno, dando la luce nel 2004 al primo bambino di Casale dopo tanti anni.

Si segue ancora l'asfalto solo fino al primo tornante, dal quale partono due tracce sterrate: imboccate quella di destra, che passa un rio regimentato da una briglia di cemento. Entrando nel bosco, si segue così la direzione della vecchia mulattiera che collegava l'alta valle Staffora con la val Boreca, lasciando prima un sentiero sulla destra e poi altri due sulla sinistra. Dopo un primo tratto di salita, che in seguito a piogge potrà risultare fangoso, si trova un nuovo sentiero che si stacca sulla destra ad angolo acuto: imboccandolo, si raggiunge in breve un prato alla destra del sentiero. Da qui, invece di continuare immettendovi nella pista di sci da fondo di Pian del Poggio, prendete a sinistra in corrispondenza di un varco tra i faggi e continuate a salire. Il sentiero, piuttosto ripido, porta rapidamente al crinale fra il passo del Giovà e la cima Colletta, che è percorso da una piccola strada asfaltata (per chi arrivasse in senso opposto, il sentiero da prendere è l'unica traccia ben riconoscibile, in corrispondenza di un albero segnato con vernice rossa). Imboccate la strada verso destra, arrivando in poche centinaia di metri al colle di Pej, dove si trovano i segnali del CAI. Di qui appare sull'altro versante la boscosissima val Boreca, con i paesi di Belnome e Pizzonero e il maestoso triangolo del monte Alfeo; se il tempo è buono, appena a sinistra dell'Alfeo si scorge anche la punta del monte Penna.

Casale Staffora / PF Imboccate ora il sentiero CAI 121, che scende verso Pej sul versante del Boreca (siete così entrati in Emilia-Romagna). Dopo una rapida discesa, il sentiero confluisce per un breve tratto nella strada Capannette di Pej-Zerba, per poi staccarsene nuovamente a destra e dirigersi direttamente a Pej. Con i suoi 1193 metri, è il paese più alto delle Quattro Province, e comprende anche i vicini nuclei di Case Torre, Codeviglio e Case Balletti. Pur trovandosi già in provincia di Piacenza ha sempre avuto contatti con Pavia, come testimonia il suo dialetto, un'enclave di lombardo in territorio ormai linguisticamente ligure. È sede della parrocchia e della locanda Belvedere, che vi nutrirà e ospiterà per la notte. Se possibile chiedete di visitare il museo della cultura contadina, contenente molti oggetti e attrezzi di legno compreso un tornio a pedale, raccolti negli anni da Giovanni Tambussi detto Giuanin di Vaschi, anche costruttore di pifferi, scomparso ultranovantenne nel 2005; anche il presepe permanente nella chiesa, realizzato artigianalmente con materiali locali da don Enzo Manici, merita un'occhiata. A Pej ha vissuto Angelo Mottini detto Giolo, il primo ad accompagnare regolarmente Jacmon con una fisarmonica invece che una musa; anche il giovane fisarmonicista Cesare Campanini detto Cisdra, compagno di Marco Domenichetti, ha qui le sue origini.


Aggiornamento

Ultimo sopralluogo: aprile 2006 CG, PF, FP; Cegni-Ceregate: 2012~ CG; Ceregate-Negruzzo: giugno 2014 CG

Correzioni e precisazioni sono benvenute: scriveteci a redazione @ appennino4p . it ...

 

la testata della valle Staffora vista dal colle Pej; a destra i paesi di Cencerate e Barostro / PF


Collegamento 3A: Negruzzo-Ponte Organasco

Percorso

Negruzzo (1124) - Pianostano (781) - Samboneto (941) - la Colla (1438) - Prodongo (1200) possibilitÓ di pernottamento - Piani del Lésima - fontane dell'Acquafredda (1350) - Rovaiolo vecchio (491) - Pianellette (420) - ponte sul Trebbia (388) - Ponte Organasco (457)

Descrizione

Questo itinerario si collega alla parte centrale della tappa 3 nel paese di Negruzzo. Dal centro di Negruzzo si scende per sentiero sullo Staffora a Pianostano, paese dove si trova una trattoria.

Oltrepassato il torrente si prende a destra la stradina asfaltata che porta a Samboneto, enclave piacentina in valle Staffora; secondo qualcuno è qui, piuttosto che a Capanne di Cosola, che sarebbe avvenuto uno storico primo incontro tra la fisarmonica di Giolo e un piffero.

Da Samboneto il sentiero CAI 14 si inerpica per il versante, diventando poi una strada e raggiungendo la Colla, sul crinale tra il monte Lésima e la cima della Colletta. Lasciando a sinistra la strada per Cima Colletta e Brallo, si prosegue sull'altro versante, quello della valle dell'Avagnone, affluente del Trebbia. In località Prodongo, presso i Piani del Lesima, si trova un agriturismo dove si può mangiare e pernottare. (In alternativa si può dormire al rifugio Nassano a Cima Colletta.)

Si proseguendo per la solitaria strada sul ripido fianco est del Lesima, la cima più alta del crinale Antola-Penice, riconoscibile da tutte le direzioni per il pallone bianco dell'osservatorio radar aereo; secondo la leggenda il suo nome deriverebbe dalla "lesa manu" di Annibale, che si sarebbe ferito mentre si portava in cima al monte per studiare il territorio circostante, prima di attaccare battaglia nella bassa val Trebbia. La strada porta in direzione di Zerba, in val Boreca, ma prima ci si immette invece nel sentiero CAI 125, che con forte dislivello scende a Rovaiolo vecchio. Questo paese è rimasto inalterato da quando alcuni decenni fa venne evacuato per il supposto pericolo di una incombente frana; tra la popolazione che si trasferì a malincuore nei paesi circostanti c'era il pifferaio Agostino Orsi detto Stinolo, che peraltro continuò a frequentare Rovaiolo vecchio, dove manteneva la propria vigna.

la vecchia osteria delle Pianellette / CG Anche negli paesi della val Avagnone la tradizione è stata viva: in particolare a Còlleri, sulla strada per il Brallo, è stato attivo il noto pifferaio Angelo Tagliani detto Giolitti (dalla forma dialettale Giulit, "Angiolino"), e inoltre si è mantenuta una ricca tradizione di canto, tramandata attraverso le registrazioni di Eva Tagliani, moglie di Giolitti, e ancora oggi attiva nel gruppo "Colleri u canta". A Brallo si svolgevano anche delle mascherate tradizionali di carnevale, e il rito primaverile della Santa Croce.

Da Rovaiolo vecchio il sentiero supera l'Avagnone e raggiunge la strada Brallo-Ponte Organasco. Scendendo per questa, si raggiunge subito il nucleo di Pianellette, dove si trovava una storica osteria, la cui facciata è ancora riconoscibile: era questo un importante punto di passaggio per chi viaggiava per la val Trebbia, e vi si sono così tramandate la storia e la canzone del Draghin, il capostipite della dinastia dei grandi pifferai, riferite poi agli etnomusicologi dall'ostessa Teresa Trolio.

Da Pianellette si scende a un ponte sul Trebbia, importante collegamento fra la val Trebbia e la strada per la valle Staffora; è riconoscibile una garitta usata per i dazi doganali. Si risale sul versante opposto (tagliando qualche tornante della strada con un sentiero) a Ponte Organasco, storico centro di passaggio sull'antica via di Genova: nel centro del paese si vedono infatti importanti case in pietra, ben ristrutturate. Dalla soprastante strada statale, dove si trova una locanda, si può prendere una corriera della linea Ottone-Bobbio per portarsi verso Piacenza. In alternativa, salendo a Cerignale, ci si può immettere in un altro percorso storico, che venendo da Bobbio e Marsaglia risale la val d'Aveto fino all'antico monastero di Villa Cella o Pietra Martina, e quindi scende per la valle Sturla a Borzonasca e Chiavari.

 


Il Grande anello delle Quattro Province. 3: Cegni-Pej (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/trek/3.htm> : 2006.06 - 2014.06 -