Péntema (840)
- cappella di N.S. della Guardia (1036) - ballo della Gallina (1030) - Carsi (865) - Cerviasca (912) - Senàrega (715) - Chiappa (890) - Tonno (918) - Casareggio (847) - Pian dei Curli - Pareto (888) - Porcile (943) - passo dell'Incisa (1070) - Alpe di Vòbbia (1009) 
corriera Genova Brìgnole-Torriglia; Torriglia - Donetta - Péntema
Ad Alpe albergo Alpino, chiuso dai Santi a Pasqua: 010.931632. Nelle vicinanze, a Crocefieschi albergo la Braia, chiuso d'inverno fino a Pasqua: 010.931279.
Tappa piuttosto lunga ma piacevole, con il suo passaggio per numerosi paesini a quote attorno ai 900 metri. Nella piazzetta sopra la chiesa e il ristorante di Pentema si nota un edificio antico, che era la vecchia chiesa e ora è utilizzata per dei garage (in Liguria lo spazio è prezioso...).
Dietro questa parte la mulattiera che, dopo aver superato alcuni interessanti rustici, raggiunge la chiesetta di Nostra signora della Guardia, la cui festa si celebra il 29 agosto con un tradizionale incontro fra abitanti dei due versanti, val Pentemina e val Brevenna. Poco oltre si trova un ripiano detto Ballo della Gallina, in quanto sede di feste da ballo (e la Costa della Gallina è quella che sale da qui verso il monte Antola). Da qui una mulattiera ora in disuso scendeva a Cerviasca e Senarega.
Il sentiero prosegue sul crinaletto tra le valli Pentemina e Brevenna, in direzione del monte Liprando, che avrebbe preso il nome dal re longobardo Liutprando, transitato da queste parti scortando la salma di Sant'Agostino dal porto di Genova (dove era arrivata via nave dall'Africa) a Pavia, dove tuttora si trova nella chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro. Prima di raggiungerlo si devia però a destra per scendere a Carsi. Il paese ospitava la sede comunale, oggi spostata in fondovalle a Molino Vecchio, e in epoca fascista un podestà. Alla piazzetta si affacciavano diverse osterie, una delle quali gestita dal "Bertulla", noto anche come suonatore di clarinetto e in precedenza probabilmente di piffero. La musica tradizionale delle Quattro Province è oggi tornata da queste parti grazie all'intraprendenza di Claudio Cacco e di Ettore Molini, che a Carsi gestisce un'azienda agricola che produce fra l'altro patate della varietà tradizionale quarantina.
Da Carsi si raggiunge Cerviasca seguendo la strada asfaltata, sovrapposta alla preesistente mulattiera. Da Cerviasca si scende sulla destra per mulattiera, oltrepassando alcuni rustici, fino al rio Suia, che si guada per risalire in corrispondenza del cimitero di Senarega. Questo paese, oggi molto appartato, era un tempo importante, come testimoniano il palazzo signorile che lo domina, la chiesa nuova e quella più antica in fondo al paese, affiancata da un bel ponte a schiena d'asino. In alcuni locali sotto il palazzo sono conservati oggetti della vita contadina che formano un piccolo museo etnografico, visitabile su richiesta. (Sulla sinistra della chiesa parte una mulattiera in direzione di Roiale, Pian di Cascina -- oggi italianizzato in Piancassina -- e i Lavazzuoli, estremo insediamento della valle a oltre 1150 metri di quota; lungo questa mulattiera, che non fa parte dell'itinerario del Grande anello, si trova un altro notevole ponte.)
Dalla chiesetta bassa di Senarega si segue per pochi metri verso valle la strada asfaltata: dietro la curva a destra, parte sulla destra la mulattiera in salita per Chiappa. Questo paese si sviluppa contro il lato del monte, circondato da vistose opere di terrazzamento (fasce).
Da Chiappa si segue la mulattiera segnata da un cerchio barrato giallo, lasciando poco dopo sulla sinistra la diramazione (croce gialla) che scende al Mulino del Fullo, alla confluenza dei due rami principali del Brevenna, dove si trovavano una locanda e, come suggerisce il nome, una ruota per la follatura della lana. In circa un'ora di cammino si giunge invece ai resti del mulino di Chiappa Crosa, risalenti al 1420; nel tratto di qui verso monte l'acqua del Brevenna, attraversando i diversi strati di calcare, forma alcuni suggestivi laghetti e cascatelle (anche con qualche dirupo insidioso, come ben sa il polpaccio destro di un nostro redattore...). Dal mulino si risale sul versante opposto per raggiungere il paese di Tonno. (Se state andando nel verso opposto, attenzione a restare sulla destra subito dopo le panchine, lasciando a sinistra un'altra mulattiera non segnata che si perde nel bosco.)

Da Tonno si raggiunge rapidamente per strada asfaltata il vicino Casareggio, con una bella chiesetta in pietra dalla facciata purtroppo intonacata.
Dalla parte alta del paese, al di sopra di una grossa fontana, continua il segnavia del cerchio barrato: si sale piacevolmente tra le fasce, per raggiungere l'alpeggio abbandonato di Pian dei Curli. Qui, oltre alle abbondanti macerie, si può osservare una costruzione la cui parte esterna è adibita a secchereccio per le castagne: la struttura di quest'ultimo, con un pavimento di legnetti che lasciava passare il calore del fuoco sottostante, è stata ripristinata dal Centro di studi storici dell'alta valle Scrivia. Si continua a salire superando un paio di coste e lasciando a sinistra i resti ormai neanche visibili di una località indicata dalle carte come Tessaie. Giunti infine nei pressi del monte Pareto, si discende rapidamente all'omonimo paese, attraverso una boscaglia cedua di castagno piuttosto intricata. Anche a Pareto la chiesetta vecchia è ora adibita a garage!
Per salire al passo dell'Incisa si può dapprima lasciare sulla destra la strada asfaltata per continuare sulla mulattiera che tocca Caselline e Porcile. Di qui si risale sulla destra il versante, guadagnando la strada sterrata che corre appena sotto il crinale con la val Vobbia, proveniente dai monti Antola e Buio. Poco oltre si trova l'importante valico dell'Incisa, che attraverso una spaccatura nei calcari dà accesso alla strada asfaltata per l'Alpe di Vobbia. Seguendola per poco più di un chilometro si arriva alla vistosa costruzione dell'albergo Alpino, realizzata con le sue mani da Giovanni Oberti "Primo"; sua moglie Amelia con le erbe dei monti circostanti fa un liquore che merita un assaggio, al pari dei suoi pansotti alle noci. All'Alpe hanno vissuto numerosi suonatori, perlopiù di fisarmonica, clarinetto e sassofono, tra cui Egilio Oberti "Gilli": alcuni brani raccolti dalla sua memoria sono stati rieseguiti nei dischi del Gruppo di ricerca popolare.
"Gilli" ha conservato anche un quaderno di spartiti etichettati come "antichissime", ossia gighe, monferrine e alessandrine; in effetti in questa valle bisogna risalire alla fine dell'Ottocento per trovare il vago ricordo di feste con suonatori di piffero e musa: pare ci venissero in effetti dalla val Curone il "Brigiotto" e il "Creidöra".
Ultimo sopralluogo: da Pentema a Chiappa: 2005 / CG, EM; da Tonno a Pareto: 2006 / CG
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Il Grande anello delle Quattro Province. 9: Pentema-Alpe di Vobbia (Dove comincia l'Appennino) / redazione ; © autori -- <http://www.appennino4p.it/trek/9.htm> : 2006.04 - 2007.01 -